La Melandri e la sartoria del Parlamento

Quasi 200 persone hanno partecipato all’incontro con l’ex Ministro dei Beni Culturali. Nel mirino la Finanziaria, ma anche una nuova identità per il centrosinistra

Quasi duecento persone hanno partecipato all’incontro pubblico con Giovanna Melandri, ex ministro dei beni culturali nell’ultimo governo dell’Ulivo. L’iniziativa, organizzata dalla sezione locale dei Democratici di Sinistra e svoltasi ieri sera, lunedì 21 ottobre, avrebbe dovuto avere come tema centrale la Finanziaria 2003. Ma la Melandri è andata a ruota libera su tutto l’anno e mezzo di governo Berlusconi, facendo anche autocritica per un’opposizione divisa che deve trovare una propria identità. Presenti in sala il sindaco leghista di Tradate Stefano Candiani e l’assessore ai servizi sociali Franco Accordino.
Sul palco era seduta anche Ivana Brunato, segretaria provinciale della Cgil. La Brunato, che ha introdotto il lungo discorso della Melandri, ha sottolineato il successo ottenuto venerdì con lo sciopero, ricordando che Varese è tra le sette province italiane che hanno avuto maggior adesione. «È un risultato ancora più grande soprattutto se si considera che ci troviamo in una delle capitali del centrodestra» ha spiegato la Brunato.

Una vivace Melandri ha poi preso la parola, definendo fin da subito e senza mezzi termini, l’operato del Parlamento di questi mesi: «Lo dico in terra leghista, se Silvio Berlusconi nel patto con gli italiani firmato da Bruno Vespa avesse esplicitato che in un anno e mezzo di governo avrebbe depenalizzato il falso in bilancio, fatto le rogatorie, defiscalizzato i redditi superiori a 300 milioni, approvato una finta legge sul conflitto d’interessi, creato la legge Cirami, cucita addosso a Previti, gli italiani ci avrebbero ben pensato prima di dare il loro voto al centrodestra. Il lavoro svolto dal Parlamento in questi mesi è un lavoro di sartoria, come un sarto che si ricuce addosso un vestito che non va molto bene».
Nelle parole della Melandri anche molta autocritica nei confronti di quello che è oggi la sinistra. «Stiamo rinascendo grazie a voi, ai movimenti sociali come i sindacati e i girotondi – ha spiegato l’ex Ministro – Ma siamo ancora divisi perché molti non vogliono capire che qualsiasi mano tesa a questa maggioranza è una mano che ci si rivolta contro. Ci troviamo di fronte a una Finanziaria a cui dobbiamo fare veramente ostruzionismo».
Tra gli esempi portati dall’ex Ministro, i tagli ai trasferimenti economici agli enti locali («hanno detto che non metteranno mano alle tasche degli italiani, ma diminuiranno i servizi»), la diminuzione del patrimonio culturale italiano («come i figli degli aristocratici che sono rimasti senza soldi, si sono guardati in giro e hanno pensato di vendere i gioielli, ovvero le bellezze della nostra Italia: spiagge, isole, ville, monumenti»).

L’onorevole ha così annunciato che l’opposizione è a una svolta e deve rinascere con l’unità dei partiti in minoranza. Infatti, vi sarà a giorni una riunione dei parlamentari di opposizione per affrontare questa finanziaria: «In questa riunione chiederò inoltre che si dimettano i due consiglieri di amministrazione della Rai in capo al centrosinistra. Le briciole non interessano a nessuno e inoltre ci troviamo di fronte a un regime mediatico senza più alcun pluralismo».
Al termine dell’incontro, durato circa due ore, il sindaco Candiani ha consegnato all’ex Ministro, un mazzo di fiori in ricordo della giornata.


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Pubblicato il 22 Ottobre 2002
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