Sindaco “super partes” o fuga di responsabilità?
Nella minoranza opinioni contrastanti sulla non partecipazione del sindaco alla votazione per la mozione della Pace
Opinioni contrastanti sull’operato del sindaco Pierluigi Gilli di fronte alla mozione per la pace recentemente approvata dal consiglio comunale. Il primo cittadino, dopo le discussioni tra le due fazioni (centrodestra e centrosinistra) che avevano portato alla presentazione di due distinte mozioni, ha dichiarato, come consigliere comunale di non voler partecipare alla votazione. Ed è uscito dall’aula.
«Ho capito, forse condiviso e, per un certo verso, apprezzato, la Sua decisione di astenersi da qualsiasi intervento e da ogni votazione sulle mozioni sul tema della Pace che il Consiglio Comunale di Saronno ha discusso giovedì scorso – scrive in una lettera aperta al sindaco il segretario cittadino dei Democratici di Sinistra, Francesco Meneghetti – Qualsiasi commento Lei avesse fatto, qualsiasi fosse stato il Suo voto, sarebbero stati usati, dall’una e dall’altra parte. Lei ha voluto fare il Sindaco, per una volta super partes, impegnandosi a rispettare qualsiasi fosse stata la decisione uscita dal Consiglio senza influenzarne la formazione».
Diversa l’opinione di Roberto Guaglianone, consigliere comunale di "Una città per tutti": «Con la campagna elettorale alle porte, il primo cittadino vede bene di non schierarsi, forse per evitare di inimicarsi i tanti cattolici che stanno contro la guerra. Ma lo fa nel peggiore dei modi: astenendosi, anzi, non partecipando al voto cittadino sulla guerra: una fuga dalle responsabilità di chi per primo dovrebbe dire la sua ed essere esempio per i cittadini di rispetto e applicazione della Carta Costituzionale. E’ questo un sindaco all’altezza del governo di questa città?».
Meneghetti, però, pone due domande a Gilli nella lettera aperta. «In uno scambio epistolare che avemmo qualche giorno fa sul tema delle Bandiere della Pace Lei si riparò dietro la Bandiera dell’ONU, usbergo della Pace.Dov’è ora questa bandiera? O meglio come e quale Pace riesce a proteggere nel momento in cui la più grande potenza mondiale vi si è sottratta ed opera in totale dispregio del parere della maggioranza del Consiglio di Sicurezza?». La seconda questione riguarda la mozione presentata dal centrosinistra e bocciata dal consiglio: «Vi era il richiamo ai valori della democrazia e del rispetto tra i Popoli; vi era una ferma condanna del dittatore Saddam e delle sue azioni recenti e trascorse; vi era affermata la necessità che non le armi ma le condizioni sociali ed economiche si facessero portatrici di pacificazione e democrazia; vi era affermata la necessità che il nodo del conflitto israelo-palestinese fosse sciolto per iniziare a sciogliere i problemi di quella martoriata terra; vi era il plauso all’iniziativa del Pontefice, plauso non certo ideologico, come qualche Consigliere ha avuto l’azzardo di affermare, ma caso mai pragmatico; vi era la richiesta di iniziative politico-diplomatiche volte alla ricerca della Pace. Vi era, questo sì, la richiesta che il nostro Paese combattesse per la Pace con le armi di interdizione di cui dispone. Quali erano quindi i passaggi non accettabili, non condivisibili?»
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