Ospedali di Luino e Cittiglio. Niente tagli? «Solo tagli»
La posizione di Rifondazione Comunista rispetto al piano finanziario per il 2003 presentato dall'Azienda ospedaliera
Niente tagli ai presidi ospedalieri del Verbano. Così dichiara il direttore dell’Azienda Ospedaliera di Varese Rotasperti nel documento di bilancio presentato unitamente all’ASL. Sulla vicenda si è espressa Rifondazione Comunista per bocca del segretario provinciale Giovanni Bonometti. «Niente tagli allora, ma solo contrazioni alla spesa sanitaria per presunte prestazioni "inutili", per "inutili" ricoveri lunghi, per il personale medico che diventa anch’esso "inutile". Nessuna preoccupazione invece per gli infermieri, quelli resteranno tutti (grazie, sono già paurosamente sotto organico!). La traduzione, se credono che nessuno capisca, è fin troppo chiara: niente tagli, ma soltanto tagli. Il vero problema, ce lo annuncia forse senza volerlo lo stesso Rotasperti, è che non ci sono più soldi, quindi bisogna ridurre la spesa sanitaria di 20 miliardi di lire per l’anno in corso. Ma dove sono andati a finire i soldi che non ci sono più per garantire un funzionamento efficiente della sanità pubblica? Formigoni ne sa qualcosa, tutti noi sappiamo quanti soldi pubblici sono finiti in questi ultimi anni nelle casse della sanità privata con quella che la Regione Lombardia osa ancora chiamare "riforma della sanità". La Regione chiude i rubinetti, l’ASL li chiude di conseguenza, i presidi ospedalieri si riducono all’osso: questo è quello che stanno combinando giocando sulle parole». Sembra inoltre che la campagna impostata da Rifondazione comunista per la raccolta firme conhjtro l’ospedale stia dando i suoi frutti. «Sono a migliaia i cittadini che stanno firmando una petizione per impedire all’ASL e all’Azienda Ospedaliera di chiudere i due presidi di Luino e Cittiglio, perché quello è il destino dei due nosocomi locali se non ci sarà una brusca inversione di tendenza nella programmazione e nella allocazione delle risorse – afferma Bonometti – . Verranno ascoltati questi cittadini o le smanie da privatizzazione passeranno ancora una volta sopra la volontà popolare? Come si può pensare che si usino i soldi pubblici per togliere la sanità dal territorio e per finanziare un nuovo ospedale privato (o in "project financing", come si usa dire adesso) in Valcuvia? Quei due presidi ospedalieri hanno storicamente rappresentato una sicurezza per la popolazione che insiste su quel bacino, l’ospedale di Cittiglio è stato addirittura ampliato con i finanziamenti approvati anni fa, quando si era pensato evidentemente che era necessario mettere a disposizione di quel territorio una struttura sanitaria ancora più qualificata, ancora più capace di rispondere alla domanda di prevenzione, di cura e di riabilitazione dalla malattia. Oggi il mercato della sanità, divenuto tale, gioca evidentemente alla riduzione dei costi per dare profitto ai privati. Nessun taglio deve essere fatto ai presidi ospedalieri di Luino e Cittiglio, un bilancio di una struttura pubblica che si rispetti deve tendere al rilancio dei propri servizi, non al loro abbandono».
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