Botta e risposta Pellicini-RedAzione sull’ospedale. Il senatore: «Non mi dimetterò»
Alle richieste del gruppo politico di estrema sinistra la risposta del senatore di Alleanza Nazionale
La lotta politica fra destra e sinistra non va in vacanza, ma anzi accende l’interesse anche alla vigilia delle ferie.
E gli ingredienti per la polemica d’agosto ci sono tutti. Un piccolo gruppo politico agguerrito, una cittadina tediata da mesi di tira e molla per tenersi l’ospedale, e un senatore che non si lascia scappare l’occasione per qualche stoccata.
I fatti sono ormai arcinoti: un paio di mesi fa il gruppo politico RedAzione, vicino a Rifondazione Comunista, attacca il senatore di An Piero Pellicini con un comunicato stampa. A provocare l’affondo degli attivisti il fatto che la Regione Lombardia, retta dalla Casa delle Libertà, aveva emanato nell’aprile scorso una delibera, poi corretta, che prevedeva la chiusura dei due ospedali di Luino e Cittiglio a fronte della realizzazione di uno nuovo, in Valcuvia. Subito la levata di scudi dei politici locali per il mantenimento dei due nosocomi, tra cui figurava anche il nome del senatore Piero Pellicini, gomito a gomito con politici del centrosinistra, contrario alla riforma. E proprio in questo contesto nasce la critica di RedAzione: come può un esponente di un partito parte della compagine di centro destra porsi contro una decisione presa dalla sua stessa maggioranza? (e, guarda caso in una materia che rientra nell’assessorato alla sanità, retto proprio da Carlo Borsani, uomo di An). Da qui la richiesta di coerenza, e le relative dimissioni.
Questo accadeva due mesi fa.
In queste settimane il nuovo attacco, con il foglio di RedAzione che è passato di mano in mano a Luino con un nuovo articolo. Stessa richiesta: dimissioni.
Pellicini, che inizialmente, dal canto suo sembrava aver ignorato la questione, ha preso in questi giorni posizione sulla vicenda, definendo «i ragazzi di RedAzione», come «simpatici antagonisti» esprimendosi sulla vicenda con toni che ondeggiano tra il fair play politico e la classica “tirata d’orecchi”.
«La questione potrebbe apparire paradossale – afferma il senatore – , ma se si segue il ragionamento di RedAzione ed il RedPensiero, tutto è più chiaro. Premesso che io faccio parte della “Maggioranza Berlusconiana”, che secondo RedAzione vuole distruggere la Sanità Pubblica per privatizzare tutto, in una logica capitalista di azzeramento del proletariato, non avrei dovuto difendere l’ospedale. Quindi sarei o incoerente o in malafede, per bassi interessi elettorali, perché se fossi in buona fede, folgorato sulla Via di Damasco, dovrei dimettermi. Questi signori, che rimproverano alla sinistra di gridare allo scandalo, “strizzandomi l’occhio” (comincio a temere di avere un’influenza perversa), protestano perché io avrei fatto una pericolosa invasione di campo. Schematici e dottrinali come sono, finiscono con l’essere vittime del loro stesso RedPensiero». Da qui le spiegazioni.
«Innanzitutto non è vero che la riforma sanitaria della Regione Lombardia vuole eliminare la Sanità pubblica. La riforma prevede la equiparazione tra pubblico e privato, nell’interesse della salute della gente. Poi la maggioranza di centro-destra non è una accolita di capitalisti dal volto truce. Poi ancora le componenti che la costituiscono hanno storie e finalità diverse, sia pur non marxiste. Se i componenti di RedAzione leggessero qualcosa sulla destra che io rappresento, si renderebbero conto che, prima con il vecchio MSI e quindi con A.N., non siamo mai venuti meno ad un fortissimo impegno sociale, militando in un partito che è radicato nel Popolo e nella Nazione. Del tutto logico quindi il mio impegno e del tutto coerente con i miei principi. Mi sono battuto per eliminare una stortura e penso di aver contribuito a raddrizzare le cose. Chiudo con due considerazioni: è evidente che RedAzione è seccatissima perché ha dovuto purtroppo constatare che a destra esistono personaggi come me, che sconvolgono i triti schemi di una certa sinistra, dimostrando che si può difendere la gente senza essere iscritti alla CGL oppure ai movimenti spontaneisti di base. Non si spiega diversamente l’accanimento contro logica rivolto contro la mia modesta persona. La seconda e definitiva considerazione, consiste nel fatto che prima di attaccare l’avversario, sarebbe bene conoscerlo. Quindi mi permetterò di inviare ai simpatici ragazzi di RedAzione qualche pubblicazione sulla destra. Un po’ di cultura generale non guasta»
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