«Tre proposte per ripensare la politica urbanistica della città»

Recupero dell'edilizia popolare, riduzione dell'Ici e istituzione di Piani di recupero. Le proposte di Tiziano Saporiti, consigliere comunale di Rifondazione Comunista

Contratti di quartiere per il recupero degli appartamenti di edilizia popolare, riduzione dell’Ici e istituzione di Piani di recupero. Sono una serie di proposte avanzate dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista Tiziano Saporiti. «Per realizzare le varie necessità senza dover accettare colate di cemento e speculazioni, indichiamo tre progetti per poter proporre un novo modo di pensare e agire politico per il bene dei Cittadini – spiega il consigliere -. Il contratto di quartiere: si leggono sulle pagine dei quotidiani locali approfondite analisi sullo stato dell’edilizia residenziale popolare sovvenzionata (case popolari) che soffre di situazioni di grave degrado e obsolescenza. Per questo proponiamo all’amministrazione di aderire al"contratto di quartiere". Descriviamo brevemente cos’è questo strumento: è un bando di gara della Regione Lombardia che mette a disposizione 240 milioni di euro da utilizzarsi su progetti presentati alla regione entro il 16 Aprile 2004 per le case popolari. Gli interventi che si possono finanziare sono: manutenzione ordinaria, straordinaria e per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Le proposte devono prevedere: l’incremento della funzionalità degli alloggi esistenti e l’incremento della disponibilità di nuovi alloggi da assegnare a canone sociale. Da ultimo si ricorda che il cofinanziamento è a fondo perduto per soggetti pubblici. Si potrà quindi rispondere all’esigenza di trovare alloggi a prezzo popolare. Non tutti possono permettersi i prezzi del libero mercato immobiliare a Tradate».

«Per i "piani di recupero" il centro storico di Tradate, o per meglio dire di Tradate e di Abbiate – prosegue Saporiti -, per una cospicua parte sono composti da costruzioni che come minimo necessitano di interventi di ristrutturazione, altre che risultano fatiscenti, sono inoltre suddivisi in innumerevoli proprietà.Questa risulterebbe la condizione migliore per attuare un piano di recupero. Per rendere vivo ed abitato un luogo concorrono un insieme di condizioni che sono ognuna dipendente dall’altra: abitazioni, servizi, luoghi di aggregazione. Per questo motivo vogliamo fare una proposta che sia di stimolo per innescare il circolo virtuoso. Oggi i piani di recupero prevedono un abbattimento degli oneri di urbanizzazione pari a circa il 50% di quelli applicati per la nuova edificazione. Noi chiediamo l’azzeramento di questi oneri così da ottenere un cospicuo risparmio nel recupero degli edifici. Perché questa operazione non sia solo una speculazione si dovrà individuare nella convenzione con l’amministrazione una percentuale degli appartamenti recuperati -se non utilizzati ad uso proprio- da destinare a locazione con un canone concordato (L.431/98) per almeno 9anni ed eventualmente prevedere un bando per l’assegnazione degli alloggi alle categorie più deboli, con l’amministrazione che risulta essere la garante nel rapporto tra le due parti. Al contrario se il recupero vuole essere solo una speculazione, gli oneri di urbanizzazione devono essere applicati per intero». 

«Il piano regolatore scaturito dalle ultime varianti approvate in Consiglio Comunale prevede una capacità teorica di 23.110 abitanti a fronte degli attuali 16.058 residenti a Tradate – conclude il consigliere -. Le abitazioni costruite dall’entrata in vigore del piano regolatore danno quindi una disponibilità residenziale superiore a quella oggi verificabile all’ufficio anagrafe; pertanto è presumibile che vi sia un numero consistente di appartamenti non occupati, non venduti, non affittati. Questa situazione va sanata, visti anche i progetti esecutivi già approvati che incrementano ulteriormente questa disponibilità. Stiamo quindi sfruttando e sprecando territorio senza rispondere ad un reale bisogno ma dando solo spazio alla speculazione edilizia. Per combattere ciò avanziamo una proposta che faccia pagare agli speculatori il giusto, intervenendo sull’Imposta Comunale sugli Immobili (ICI). La proposta è così articolata: un’unica aliquota pari al 9 per mille che a fronte di presentazione dell’idonea documentazione venga portata al 4 per mille per tutti quei casi oggi previsti per l’aliquota ridotta e al 6 per mille per quelli previsti per l’aliquota ordinaria che comprende tutte quelle situazioni di locazione comprovate da regolare contratto registrato».

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Pubblicato il 16 Dicembre 2003
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