Esercitazione choc, lo Slai Cobas presenta le denunce in procura
Dopo la richiesta danni, arriva anche l'azione giudiziaria
Due denunce alla procura della repubblica, una querela per danni fisici e una richiesta di risarcimento danni al sindaco in persona, quest’ultima firmata da 19 dipendenti comunali. E’ il saldo finale dell’esercitazione antiterrorismo del 20 ottobre, culminata in grande spavento per tutti i lavoratori e in un mare di polemiche, a causa della eccessiva veridicità dell’iniziativa.
Con l’assistenza di un legale, due delegati Rsu e Rls dello Slai Cobas hanno sottoscritto l’azione giudiziaria. Nei prossimi giorni, davanti all’Ufficio provinciale del lavoro, si incontreranno i rappresentanti Rsu e dell’amministrazione per la procedura che potrebbe portare alla richiesta formale di risarcimento danni.
I promotori dell’iniziativa contro il sindaco si dicono ancora contrari e indisponibili ad essere utilizzati come cavie e come soldatini.
Secondo i sindacalisti, lo svolgimento della simulazione rimane ancora avvolta nel mistero, per quanto riguarda le responsabilità. Il sindaco, durante una discussione in consiglio comunale, replicò alle opposizioni sostenendo che la procedura era stata gestita dalla dirigente responsabile della 626. Per lo Slai Cobas questo è "scaricabarile".
Da tempo, l’amministrazione ha annunciato anche una indagine interne sulla vicenda, che dovrebbe quindi essere in pieno svolgimento.
Rimangono, alla fine, alcune domande, ribadite dai lavoratori andati questa mattina alla procura della repubblica: chi erano gli uomini incappucciati? L’esercitazione fu decisa dalle forze dell’ordine o dall’amministrazione comunale? Chi e perché decise di non avvisare i dipendenti?
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