La musica che gira intorno a Kle

Una piccola etichetta di provincia attira artisti di fama internazionale. Un pittore disegna le copertine, un tecnico del suono progetta apparecchiature per registrare, monasteri benedettini e musei diventano studi di registrazione

Jordi Savall, uno dei massimi esperti di musica antica, lo ha definito un piccolo capolavoro e gli ha pronosticato un futuro ricco di premi e riconoscimenti. Non poteva avere un battesimo migliore "Laberintos ingeniosos", l’ultima produzione dell’etichetta discografica varesina Kle, che inaugura "Antiqua", un nuovo progetto musicale dedicato alla musica antica. Un disco che ha come protagonisti due musicisti di livello internazionale: il chitarrista Xavier Diaz Latorre e il percussionista Pedro Estevan, che interpretano musiche di Gaspar Sanz, musicista che nel 1697 a Saragozza scrisse "le regole musicali per la chitarra spagnola", tuttora considerato il metodo per chitarra più importante della penisola iberica.
(foto sopra: Claudio Farinone)

"Laberintos ingeniosos" è il settimo disco prodotto da Kle e  riconferma la caratteristica che ha contraddistinto fin dagli esordi questa piccola etichetta: qualità del prodotto e del suono. Nulla è lasciato al caso. Luca Martegani, ingegnere del suono, progetta apposite apparecchiature per la registrazione, il pittore Aldo Ambrosini firma le copertine, le foto e i testi del libretto sono curati dallo stesso Farinone e la stampa del disco viene fatta in Austria. Ultimo acquisto della squadra è il cembalista Massimiliano Toni, a cui è stata affidata la direzione artistica di "Antiqua". 

La registrazione dell’ultimo disco è stata fatta al Chiostro di Voltorre, sul lago di Varese, cuore di un antico monastero benedettino risalente al Tredicesimo secolo. «Sulle scale – specifica Claudio Farinone, fondatore e direttore artistico di Kle -, perché lì c’è un’acustica particolare. La nostra logica di registrazione è quella di scegliere luoghi naturali per mettere il musicista in un ambiente che sia fonte di ispirazione. Sentire il riverbero naturale del suono è affascinante per chi fa musica, si creano situazioni difficilmente riproducibili in uno studio di registrazione». In passato era toccato al museo Parisi Valle di Maccagno, con tanto di sottofondo del fiume che scorre sotto l’edificio. 
I dischi di Kle sono, dunque, curati nei minimi particolari e questo è anche uno dei motivi per cui artisti di livello internazionale come Charles Ramirez, Mie Ogura, Atanas Ourkouzounov, Virginie Constant
, Aya Hirata e Arup Kanti Das, hanno accettato in passato di registrare con questa piccola etichetta. 
«Ogni nostro disco – conclude Farinone – è un progetto e quelli di Kle sono pochi, ma buoni. Recentemente abbiamo preso contatti con un distributore olandese e a breve i nostri dischi sbarcheranno  in Europa».


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Pubblicato il 25 Agosto 2004
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