«Massima collaborazione con l’Anpi presto una nuova sede»
Il sindaco Mucci risponde ad un lettore che ha sollevato la carenza di fondi all'Anpi. Il commento del presidente provinciale Chiesa: «tentativo del governo di riscrivere la storia di quegli anni»
«L’amministrazione comunale è da sempre attenta alla vita delle associazioni, e nel caso dell’Anpi in particolare. I tagli di finanziamenti da parte del governo non rappresentano una materia rientrante nelle competenze del comune, ente che, oltre a non aver tagliato nessun finanziamento, sta valutando l’ipotesi di concedere una nuova sede all’associazione partigiana».
Risponde così Nicola Mucci, sindaco di Gallarate, al lettore che oggi ha inviato una lettera dove si lamenta dei tagli ai fondi destinati all’Anpi. Tagli che, come affermato dallo stesso presidente provinciale dell’Anpi Angelo Chiesa «ci sono stati, nella misura del 55 per cento per quest’anno, e che hanno riguardato non solo l’Anpi ma anche Fivl e la Fiap, le altre associazioni partigiane. I tagli sono da imputarsi ad una limitazione del bilancio del Ministero della difesa, e non a una scelta del comune».
Una situazione che non è andata giù agli iscritti dell’Anpi , i quali hanno promosso una sottoscrizione per raccogliere a Varese e provincia almeno 7.500 euro da destinare alle prossime ricorrenze del XXV Aprile.
«A livello locale – ha affermato Chiesa – abbiamo da sempre perseguito la finalità di accordarci con le amministrazioni locali per festeggiare la liberazione. E’ doloroso rilevare che le scelte del governo sono evidentemente tese a riscrivere la storia di quegli anni, così come è accaduto per l’approvazione del disegno di legge di An: un testo che nella primavera scorsa venne approvato a maggioranza alla commissione difesa del Senato e dove si considerano i combattenti della Repubblica sociale come "legittimi combattenti". Uno scandalo che si somma alla decisione di quest’anno di tagliare i fondi per la liberazione e che ci obbliga a fare da soli».
Sul rapporto tra Anpi e comune di Gallarate, comunque, nulla da recriminare. E’ lo stesso Mucci a parlare di aver «attivato un attento ragionamento sulla diversa allocazione della sede dell’associazione, oggi negli scantinati della sede distaccata del tribunale, ma che in futuro potrà trovare posto in uno stabile di proprietà comunale a Madonna in Campagna».
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