Amministrative a Luino: si gioca ancora a carte coperte
Difficoltà nei due poli per giungere a candidature unitarie. Di certo c'è solo Azzarito per RedAzione
Si gioca ancora a carte coperte, o quasi, la partita per le elezioni amministrative di aprile a Luino. Ieri l’unica vera «discesa in campo» l’ha fatta Red-Azione, il gruppo politico nato da una costola di Rifondazione Comunista alcuni anni fa, che candida Antonio Azzarito come sindaco di Luino.
In sostanza si va verso le elezioni con l’ipotesi di quattro candidature, due nel centrodestra con Mentasti e Minelli, e due a sinistra con Azzarito per la sinistra radicale e un bel punto di domanda per il centrosinistra che dovrebbe presentarsi con una lista civica e un candidato della società civile. Partendo dal centrodestra in merito all’«autoricandidatura» del sindaco uscente Gianercole Mentasti di Forza Italia, Lega e Udc hanno prima cercato di ridiscutere il nome del candidato mentre ora sembrano essersi ricoagulati con Alleanza Nazionale, che non si è mai opposta ad una riconferma di Mentasti, e Forza Italia.
Per il partito di Mentasti, però, il discorso è leggermente diverso in quanto Vittorio Minelli proviene dal suo stesso partito e gode dell’appoggio di parte di esso. L’ex presidente della Provincia, però, sembra rassegnato ad evitare lo scontro in seno al partito e potrebbe candidarsi con una lista civica a parte.
Nel centro sinistra le cose stanno in modo diverso e, per ora, il massimo riserbo sul nome nasconde una situazione anomala. Inizialmente si è ventilata l’ipotesi Fenari, insegnante di Luino e non legato ai partiti, poi smentito dai Ds mentre in seguito si è parlato dell’attuale preside del Liceo Sereni Ezio Rossi, candidatura smentita dall’interessato.
L’unica certezza è la lista civica che comprenderà settori della società civile più i partiti che compongono il centrosinistra dalla Margherita a Rifondazione passando per i Ds. Proprio il segretario dei Ds luinesi Alberto Tarroni ha mischiato ancor di più, se possibile, le carte parlando di tre nomi papabili che, naturalmente, non ha svelato con la promessa di sciogliere presto il nodo sul nome del candidato. Molto probabilmente entro metà febbraio le carte in tavola andranno scoperte e a quel punto mancherà un mese e mezzo alle elezioni.
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