Il semaforo-spia non si tocca
Il sindaco difende il dispositivo di telecamere che segnala chi passa col rosso, e annuncia che l’impianto verrà utilizzato anche su altri incroci cittadini
«Non solo il semaforo resterà, ma quando non sarà più necessario dov’è ora, perché costruiremo una rotonda, lo sposteremo su altri incroci pericolosi della città». Il sindaco di Tradate Stefano Candiani (nella foto)non usa giri di parole per difendere ancora una volta il semaforo che all’incrocio sulla Varesina, fotografa gli automobilisti che "bruciano" il rosso.
Il dispositivo, entrato in funzione nell’estate scorsa, è oggetto in queste settimane di discussioni e polemiche, dopo che sono stati resi noti i dati delle multe appioppate agli automobilisti nei primi mesi di funzionamento: 2400. Da una parte c’è chi difende la soluzione adottata dalla giunta tradatese come giusto deterrente a tutela della sicurezza dei cittadini, dall’altra chi accusa Candiani e i suoi di aver trovato un facile sistema per arrotondare le casse comunali a scapito degli automobilisti di passaggio.
I numeri sono significativi: nei primi mesi di funzionamento, il semaforo-spia ha beccato una media di 24 automobilisti al giorno passati con il semaforo rosso. «Una cosa pericolosissima sempre – aggiunge l’assessore ai lavori pubblici Livio Bianchi – ma a maggior ragione su un incrocio dove chi proviene dalle due strade minori non ha sufficiente visibilità per accorgersi di un eventuale pericolo».
Il numero delle multe è in sè considerevole, ma se rapportato al dato giornaliero può avere un’altra lettura: «Se pensiamo che ogni giorno transitano per quell’incrocio circa 40mila veicoli – spiega il sindaco – la media di 24 multe al giorno, non mi sembra eccessiva se rapportata al carico di traffico».
Questo provvedimento, che Candiani ribattezza di «educazione forzata» degli automobilisti, accompagnerà dunque gli ultimi due anni di vita dell’incrocio sulla varesina. Nei programmi della Giunta comunale, c’è infatti la realizzazione nel 2005 di una grande rotonda che risolverà i problemi legati all’anomalo incrocio delle "cinque strade". Secondo il sindaco, nel 2006 seguiranno la rotonda di via Monte san Michele e quindi quella di via Fiume, per quanto riguarda la sola Varesina.
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