Crisi Inda, «porteremo la protesta tra la gente»
I lavoratori riprendono a lavorare dopo due giorni di sciopero, ma promettono battaglia se non verrà trovata una soluzione. «Distribuiremo i volantini nei mercati rionali»
Troppi tentativi per cercare una soluzione, troppi incontri disattesi e soprattutto, troppi posti di lavoro sotto l’incudine delle “esternalizzazioni”. Alla Inda di Caravate la crisi si palpa giorno per giorno. L’ultimo incontro con la proprietà per discutere della situazione aziendale è naufragato di fronte ai 60 posti che da qui a settembre potrebbero svanire a fronte della volontà di tagliare costi ed affidare la logistica dell’azienda a operatori esterni.
Risultato: due giorni di scioperi, lo scorso 17 e 18 marzo, e la promessa di ritornare in piazza se non si troverà una soluzione con l’azienda per evitare i tagli.
«I lavoratori e le lavoratrici di questa azienda – spiega Giorgio Intaglietta, della Rsu Fiom-Cgil hanno incaricato questa delegazione affinché porti il problema anche in mezzo alla gente». Per questo a partire da domani i lavoratori della Inda distribuiranno alcuni volantini che riassumono la situazione fin qui creatasi all’interno dell’azienda nei mercati della zona.
«Nell’incontro con la direzione del 18 marzo, spinti dalla volontà di sbloccare la situazione, le RSU hanno tolto la pregiudiziale posta in UNIVA, pregiudiziale che prevedeva come risultato dell’esternalizzazione dei magazzini, un saldo a zero licenziamenti, dichiarando di voler analizzare l’utilizzo di tutti gli strumenti esistenti – continua il sindacalista..
La Direzione aziendale, ancora una volta, non ha colto la buona volontà delle RSU e si è irrigidita sulla posizione di voler comunque avere la libertà di poter cacciare chiunque, in qualsiasi momento. Le RSU si rammaricano di questa presa di posizione che rifiuta il compromesso, con l’intenzione evidente di voler stravincere».
Per il momento i lavoratori propongono una tregua sul piano degli scioperi, così da poter dare la possibilità alla proprietà di riflettere sulle soluzioni da trovare. «A tal fine abbiamo contattato nuovamente il comune – concludono dal sindacato – in modo da organizzare un altro consiglio comunale aperto per coinvolgere il più possibile le istituzioni e trovare una soluzione».
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