Forte dei Marmi non bissa il successo

La nuova collocazione in piazza mercato non è stata gradita da tutti gli ambulanti toscani. Tanta gente, ma incassi ridotti rispetto a ottobre

Macchine parcheggiate dappertutto. Nelle strade intorno a piazza mercato, da via Bainsizza a via Nino Bixio,  non c’è un solo parcheggio libero. Uomini, donne, ma soprattutto ragazzi ritornano sorridenti, sacchetti alla mano, verso le automobili. È il loro bottino domenicale, conquistato faticosamente sulle bancarelle del mercato di Forte dei Marmi, alla sua seconda visita nella Città Giardino. A differenza della prima, questa volta però gli è stato precluso il centro cittadino. Tra gli ambulanti toscani c’è chi ha gradito e c’è chi no.
« Non è andata bene come ad ottobre – dice Erminia Penoni -. Lo spostamento ci ha penalizzato». Dello stesso parere Giuseppe Antoniotti, comasco di origine trasferitosi molti anni fa in Toscana e oggi uno della pattuglia degli 80 commercianti del consorzio Forte dei Marmi. «Si è incassato meno, è vero. Di certo oltre alla posizione, c’è anche la stagione che non è ancora calda e non è più freddissima».

È difficile credere però  che il mercato che solo qualche mese fa  ha sbancato Varese, oggi sia in crisi. Alle quattro del pomeriggio uno sciame di varesini si riversa sulle bancarelle alla ricerca dell’affare. Sciarpe in cashmere, scarpe e borse griffate sono il miele a cui non si puo’ resistere. I prezzi più che dimezzati sono un richiamo allettante anche per i giovanissimi squattrinati. Matteo e Luca, due diciottenni, mostrano trionfanti il loro acquisto: una felpa "dell’Audace" a soli 20 euro.  «Un affare, in  negozio costa almeno tre volte tanto», dicono i due, con aria soddisfatta. Luciana è varesina e va in vacanza a Forte dei Marmi da quando aveva sette anni. Tratta con gli ambulanti come se fosse nel negozietto sotto casa. «Per me è un tuffo in qualcosa di famigliare. Certo che qui c’è solo una parte dei 240 ambulanti di Forte, uno spettacolo».

«La piazza del mercato  – spiega Giuseppe Pucci (foto a lato), 65 anni, di cui 45 passati a fare il venditore ambulante,  presidente del consorzio mercato Forte dei Marmi – è idonea. C’è stata una  flessione nelle vendite ma è normale, dipende dalla stagione. Siamo in un momento di passaggio e la gente non sa cosa comprare. Il nostro mercato è un’opportunità per tutti anche per i ristoratori e gli albergatori della vostra città a cui portiamo lavoro. Comunque non possiamo lamentarci, la gente ci ha accolto bene e anche le autorità. La nostra è una trasferta dura, martedì sarò già a Brescia a tracciare gli spazi per il prossimo mercato. Oggi il nostro problema viene dall’interno perché è nato un secondo consorzio del mercato di Forte dei Marmi».
«Non si puo’ paragonare il centro storico, il prestigio di quel luogo con questa piazza», replica Agostino della "Buticche del casmire"  uno degli ambulanti storici del consorzio.

C’è però chi è convinto del contrario, come il camiciaio Enrico Monteleone. La sua attività è una tradizione famigliare. L’immagine di un baffuto omaccione a bordo di una lambretta che trasporta una catasta di scatole campeggia sul furgone. È il  padre Angelo che alla fine degli anni Quaranta dalla Puglia si è trasferito in Toscana a fare fortuna con le camicie.  «Vende chi ha la qualità – dice Enrico -. C’è un po’ di flessione, ma Varese è un’ottima piazza, al pari di Paullo e Buccinasco. È clientela di medio-alto livello. Chi dice che non si vende, dice balle».

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Pubblicato il 13 Marzo 2005
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