Inda, in 60 a casa da qui a settembre
Presentato dalla proprietà il piano per l’esternalizzazione della logistica. I sindacati: siamo in sciopero
Si respira grande tensione tra i dipendenti della Inda di Caravate dopo l’incontro con la direzione, tenutosi all’Univa di Varese. Proprio quando la situazione sembrava essersi parzialmente risolta infatti i proprietari dell’azienda hanno ripreso a parlare di contenimento dei costi, che si traduce in nuovi licenziamenti. Sessanta, in particolare da qui a settembre.
«Un piano che si basa esclusivamente su questioni di natura economica – spiega Giorgio Intaglietta, della Rsu Fiom. I reparti di imballaggio, magazzino e spedizione verranno esternalizzati e affidati alla Bartolini e alla Geodis. La proprietà ci ha proposto l’accettazione di questo piano in cambio di aprire una trattativa per ragionare circa il futuro dei 60 esuberi. Una situazione che non possiamo accattare a fronte dei licenziamenti di due anni fa».
Per questo motivo a partire da domani, 17 marzo, i lavoratori saranno in sciopero, «che è solo una prima tappa delle iniziative che prenderemo per la difesa del posto di lavoro».
Da leader del mercato a impresa dal futuro incerto la Inda già nel 2002 aveva ricorso al taglio del numero dei dipendenti per poter contenere i crescenti costi di’impresa. Più di 80 lavoratori allora avevano dovuto abbandonare il posto e questa volta si parla di una replica, sia pur per difetto.
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