Volontè uccise moglie e figlia. Sentenza d’appello più pesante
Condannato a dodici anni l'uomo che, nel novembre 2001, uccise a coltellate la moglie Patrizia Durengon e la figlia Giulia
Era il 24 novembre 2001 quando, nella sua abitazione di Abbiate Guazzone, Pietro Volontè uccise a coltellate la moglie, Patrizia Durengon di anni 35, e la figlia Giulia, di soli 9 anni.
Dopo tre anni e mezzo il giudice d’appello ha deciso la condanna.
Contro la sentenza di primo grado (della durata di sei anni, due mesi e venti giorni), che lo riconosceva colpevole dell’omicidio della moglie con l’attenuante della seminfermità e lo assolveva per quello della figlia, aveva presentato ricorso la Procura Generale.
La Corte d’Assise d’appello presieduta da Sante Belfiore, a fronte dei 18 anni di reclusione richiesti nella requisitoria dal sostituto procuratore generale Laura Bertolè Viale, ha condannato Volontè a 12 anni, oltre al risarcimento delle maggiori spese di giudizio per la costituzione della parte civile. Il Volontè, infatti, è stato riconosciuto colpevole dell’omicidio di entrambi i suoi famigliari, quindi anche della piccola Giulia.
Sentenza accolta dall’imputato nel più assoluto silenzio. Le parti valuteranno ora l’eventualità di un ricorso in Cassazione.
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