Zaccaria e la difficile indipendenza degli enti di Garanzia
L'argomento sulle autorità amministrative indipendenti affrontato dal professore ed ex presidente Rai all'aula magna dell'Università dell'Insubria
Indipendenza da Governo e Parlamento, competenza tecnica e potere regolamentare nelle specifiche materie di loro competenza, sono questi i presupposti che hanno ispirato la creazione delle autorità amministrative indipendenti.
Nel pieno del dibattito scatenato tra i giuristi a seguito delle recenti nomine – da parte dei presidenti di Camera e Senato – di due nuovi componenti dell’autorità antitrust sono scesi in cattedra, alla Facoltà di economia della facoltà degli studi dell’Insubria di Varese, alcuni professori e studiosi provenienti dalle più famose università italiane.
Tra gli altri, di fronte ad un’aula magna affollata di studenti è intervenuto anche Roberto Zaccaria (nella foto), onorevole e professore di diritto dell’informazione presso l’Università degli Studi di Firenze ed ex presidente Rai. Ma che ruolo hanno queste entità amministrative e a chi rispondono del loro operato?
La difficoltà di collocarle con precisione nel nostro ordinamento e la mancanza di chiarezza nei dettati legislativi che le regolano non facilita la risposta a questi quesiti. Con il convegno di questo pomeriggio, ad ogni modo, si è cercato di far luce sulle loro caratteristiche e sui difetti della loro organizzazione.
«Le autorità amministrative indipendenti nascono dall’idea dell’amministrazione liberata dalla politica» introduce così gli interventi dei colleghi, Giovanni Cocco, professore dell’Università degli Studi di Milano Bicocca: Banca d’Italia, Consob, Autorità garante delle Comunicazioni, della Privacy, della Concorrenza e del Mercato, sono solo alcune, forse le più famose, autorità indipendenti che operano sul nostro territorio. «Il futuro di queste istituzioni – ha commentato in proposotio Zaccaria – dipende, oltre che dai garanti stessi, soprattutto dagli organi che provvedono alla nomina dei loro componenti».
Ed è proprio questo il punto cruciale del dibattito: i componenti delle autorità indipendenti infatti, sono nominati dal Governo o dal Parlamento e a volte da entrambi, generando così molte perplessità circa la loro effettiva neutralità rispetto alla politica.
«La neutralità entra in crisi quando si ammette la politicità delle autorità indipendenti – ha osservato Alessandra Valastro, docente del Dipartimento Istituzioni e Società dell’Università degli Studi di Perugia, illustrando il loro ruolo a livello comunitario – esse rappresentano la contrapposizione tra tecnica e politica. Ma cosa accade quando dietro le competenze tecniche, che caratterizzano i componenti delle autority, si insidia l’influenza della politica?».
La possibilità di introdurre un sistema di autorità indipendenti a livello regionale è stata invece affrontata da Giorgio Grasso, professore di diritto pubblico ed amministrativo presso la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi dell’Insubria ed organizzatore dell’incontro: «Dopo la recente riforma del Titolo Quinto della Costituzione, che ha attribuito maggiori competenze alle regioni, una netta separazione delle funzioni delle regioni da quelle delle autorità indipendenti sta diventando sempre più necessaria».
Una regolamentazione più precisa e la risoluzione del problema della compatibilità con la Costituzione dell’attività dei garanti sono stati invece i punti principali dell’intervento di Giovanna De Minico, professoressa del Dipartimento di diritto costituzionale e comparato dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che ha presentato il funzionamento a livello nazionale delle autorità indipendenti.
«La nomina dei componenti delle autorità – ha ribattuto sull’argomento Zaccaria nelle sue conclusioni – dovrebbe essere soggetta a meccanismi molto selettivi. I loro componenti dovrebbero rispondere a requisiti molto forti di indipendenza e competenza tecnica. Il mancato rispetto di questi criteri non può che danneggiare la credibilità di queste istituzioni».
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