Giudizio sospeso per la nuova normativa sul diritto d’asilo
È cambiata la normativa in tema di diritto d'asilo. Le novità presentate a Villa Recalcati dal Consiglio Italiano per i Rifugiati e la Cgil
Quella in corso è la settimana dedicata dall’Onu ai rifugiati. Un momento di riflessione su una questione che impegna e preoccupa il mondo Occidentale.
Non solo l’Italia, dunque, è alle prese con le ondate di immigrati che scappano dai paesi di origine. Storicamente la Spagna, la Grecia, la Germania hanno dovuto affrontare il fenomeno dei clandestini.
Oggi è l’Italia ad essere nell’occhio del ciclone, paese scelto dalle organizzazioni di trafficanti quale approdo ideale di una rotta che inizia in Libia. La situazione viene gestita in termini d’emergenza ed è questo che inquieta le organizzazioni internazionali umanistiche ma anche la stessa Unione Europea: «Solo recentemente siamo riusciti a riprendere in mano la situazione – commenta Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati – Abbiamo passato alcuni mesi in cui avevamo perso totalmente il polso della situazione nei campi di accoglienza a causa del blocco informativo. Non riuscivamo a rintracciare alcuni rifugiati, non sapevamo se erano stati rimpatriati o spediti in un altro centro d’accoglienza».
Hein, relatore questa mattina alla tavola rotonda "La nuova disciplina sul diritto d’asilo in Italia" organizzato dallo stesso CIR in collaborazione con la Cgil di Varese a Villa Recalcati, ha espresso un giudizio negativo in merito alla politica italiana sul tema: «Registriamo un muro contro muro controproducente – commenta Hein – maggioranza e opposizione si scontrano danneggiando quanti arrivano in Italia scappando dal proprio paese. Chiediamo a tutti di abbassare i toni, di cercare una soluzione a problemi che diventano sempre più complicati. Chiediamo al Governo di attuare una politica trasparente che metta fine al clima di sospetto che c’è attualmente. In questi ultimissimi giorni assistiamo a qualche miglioramento. Speriamo che la via sia quella giusta».
Tema dell’incontro era la nuova normativa in tema di "asilo politico" entrata in vigore il 21 aprile scorso: «Queste normativa dovrebbe permettere un’accelerazione nel disbrigo delle pratiche. Dall’unica commissione centrale si passerà a sette commissioni decentrate. Varese farà capo a Milano che, proprio al centro di via Corelli, istituisce il "centro di identificazione" con 16 posti letto riservati agli immigrati nelle prime tre settimane di permanenza».
Quali saranno le ricadute delle innovazioni ancora non si conoscono: attualmente ci sono ancora 20.000 richieste da "smaltire" con la precedente normativa. Il sindacato, però, è pessimista: « Ci preoccupa sia la collocazione in via Corelli del nuovo centro di identificazione – spiega Sergio Moia, esponente della Cisl – sia le norme che regolano l’accettazione delle domande. Oggi almeno il 95% delle domande di asilo viene respinta, ci attendiamo che la percentuale salga al 97-97%».
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