Negli immigrati c’è l’ottimismo che noi abbiamo perso
Un padre missionario comboniano, una storica commerciante del centro e un consigliere regionale, parlano del loro presidio contro il razzismo
Padre Pier Carlo Mazza, missionario comboniano, ha vissuto per 14 anni nel nord-est brasiliano. Ha deciso di partecipare al presidio indetto dal Comitato contro il razzismo in via Del Cairo in risposta al corteo di Forza Nuova. Gira con una bandiera brasiliana sulle spalle, la porta con orgoglio e affetto. «Noi missionari sappiamo bene quanto valgono gli stranieri – dice padre Pier Carlo -. Io amo il popolo brasiliano. Negli immigrati si trovano un’umanità e solidarietà che noi abbiamo smarrito. Hanno molto da darci, perché hanno il senso della comunità e dell’aiuto reciproco, mentre noi abbiamo una tensione molto individualista. Loro sono ottimisti e in questo ottimismo c’è Dio, anche se magari non appartengono a nessuna confessione. Chi è ottimista nel futuro ha Dio dentro».
Anche Teresa Lorenzi, 81 anni, di cui 56 passati a presidiare l’omonima coltelleria di via Del Cairo, sembra avere Dio dentro. Non è per niente preoccupata dell’aria che tira , a differenza di qualche altro commerciante. «Paura? Ma no – dice l’anziana commerciante con un placido sorriso -. Guardi che io ho subito quattro scippi e un paio di rapine. Una volta ho scacciato un ladro a colpi di bastone. Sa, ero stata appena operata all’anca. Non bisogna avere paura di queste cose, questo è un presidio pacifico. E poi io ho vissuto le manifestazioni degli anni Settanta e queste, le assicuro, non sono nulla».
Per Mario Agostinelli, consigliere regionale indipendente eletto nelle fila di Rifondazione comunista, il presidio è una risposta importante della città al «marchio devastante che vuole mettergli Forza Nuova e non solo. Sul piano emotivo puo’ essere giustificabile, ma le istituzioni di una città devono dare risposte su un piano razionale e dare una risposta di accoglienza. Io ci son venuto perchè sono stato eletto e il primo compito di un politico è dare testimonianza democratica delle istituzioni. Se gli immigrati avessero avuto il diritto di voto e mi avessero eletto, oggi mi avrebbero chiesto di stare qui».
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