Una rete sociale per fermare “la dipendenza”

Undici Asl confrontano progetti e modalità di intervento nel settore delle Dipendenze

Si chiama Re-Ligo: si tratta di un progetto sperimentale per individuare linee guida di intervento nel campo delle dipendenze. È un’iniziativa di largo respiro che coinvolge ben 11 aziende sanitarie ( Varese, Bergamo, Brescia, Lecco, Milano 1, Milano 2, Città di Milano, Pavia, Sondrio, Savona e Settimo Torinese). Giovedì 16 giugno, gli attori del progetto si troveranno presso la sede della Regione Lombardia a Varese per confrontare i 122 progetti realizzati sul territorio nel campo della prevenzione: «Si tratta di iniziative a 360 gradi – spiega il direttore generale dell’Asl Pierluigi Zeli – incentrate sulla prevenzione di base ma anche su azioni mirate. L’intento di questo progetto è quello di condividere esperienze ed enucleare linee guida comuni che comportino una maggior efficacia d’intervento».

Giovedì si incontreranno i referenti delle diverse Asl che hanno seguito il progetto partito nel settembre del 2003: « L’iniziativa della Regione è importante – commenta il direttore sociale dell’Asl Lucas Maria Gutierrez -perchè siamo in un campo molto delicato i cui costi sociali ed economici sono elevatissimi».

A causa del tabacco, per esempio, sono morte in un anno 90.000 persone, sui 550.000 decessi totali. Ventimila sono state le persone uccise dalla droga, per non parlare dei danni provocati dal gioco d’azzardo, dalla dipendenza da sesso, o da internet, o dallo shopping o dal cibo: «Qualsiasi attività fatta, inizialmente,  per divertimento – spiega il direttore del Dipartimento delle Dipendenze Vincenzo Marino – nel momento in cui diventa compulsiva , autodistruttiva ed antieconomica rientra tra quelle "patologiche" su cui si deve intervenire. Molti di questi comportamenti emergono in fase adolescenziale, quando si è alla ricerca della propria autonomia».

Per il direttore generale Zeli, però, questo grande sforzo da parte delle Asl e dell’ambiante sanitario può ben poco se non si recuperano forti ideali e valori: «La nostra è una società che ha perso un po’ il ruolo della famiglia, intesa come patrimonio insostituibile di aggregazione di una comunità. Il nostro lavoro è importantissimo perchè cerca linee guida di intervento in un settore che, però, ha radici e motivazioni in un altro ambiente».

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Pubblicato il 13 Giugno 2005
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