Due anni con Andrea Volpe, due anni nel delirio
A tratti scioccante la deposizione di V. L., ex compagna di Andrea Volpe; droga, patti di sangue, possessività...e una collega-rivale, Mariangela Pezzotta
Durante l’odierna udienza del processo contro Nicola Sapone, Paolo "Ozzy" Leoni, Marco Zampollo ed Eros Monterosso è stata ascoltata anche V. L., ex convivente di Andrea Volpe. La ragazza, protetta da un paravento, ha raccontato i suoi due anni di fidanzamento (dal febbraio 1998 all’estate 2000) con Volpe, il quale, dapprima "normale", quando i due iniziarono a convivere cominciò a mostrarsi paranoico e possessivo. «Lui ogni tanto prendeva a fissarmi negli occhi, per ore, e se distoglievo lo sguardo voleva dire che avevo fatto qualcosa di sbagliato»: un’autentica tecnica di sottomissione psicologica. Inoltre, fatto che V. L. scoprì solo dopo un po’, Volpe non aveva mai interrotto il legame "storico" con la Pezzotta.
Ma ciò che ha fatto più impressione è stata la narrazione del patto di sangue cui Volpe avrebbe coinvolto la ragazza. Il sangue dei due sarebbe stato estratto con una siringa e mescolato in un bicchiere per essere poi bevuto da entrambi, «così conosceremo i pensieri l’uno dell’altro». V. L. non sospettava neppure lontanamente qualcosa che avesse a vedere con il satanismo, ha detto in aula: le magliette, le collanine, i simboli le apparivano unicamente legate al contesto musicale heavy metal in cui Volpe viveva. Non sospettò nulla neppure quando Volpe le infliggeva vere e proprie torture tagliuzzandola e mettendo del sale sulle ferite, o bruciandole la pelle con sigarette accese; una volta fu addirittura sul punto di tagliarle un pollice. La ragazza era peraltro rigorosamente esclusa dalle riunioni "occulte" tra i membri della setta. Ciò che alla fine incrinò il rapporto fino al punto di rottura furono la crescente cupezza di Volpe e il suo ricorso alle droghe pesanti – eroina, cocaina – a partire dall’estate del ’99, mentre in precedenza il giovane aveva fatto uso di marijuana, hashish e, occasionalmente, di pasticche di ecstasy.
La discoteca Nautilus, insieme al pub milanese "Midnight", era uno dei ritrovi preferiti della banda, tenuta insieme dapprima dalle comuni passioni – musica "pesante", occultismo – poi dal crescente peso dei delitti commessi.
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