Tassa sul volo, «per ora non abbiamo visto un centesimo»
Il sindaco di Cardano al Campo, vicepresidente dell'Ancai, commenta il mancato arrivo dei fondi stanziati dalla finanziaria 2004 per i Comuni aeroportuali
Pagine e pagine di giornali e quotidiani sono state riempite dalle notizie di rientri e aeroporti pieni, sia in partenza che in arrivo. Delle migliaia di persone che hanno comprato un biglietto aereo, poche probabilmente sanno come è ripartito il prezzo del ticket. Tra le tante voci, spesso postille scritte in piccolo e sigle che fanno passare la voglia di controllare a cosa sono riferite, si nascondono curiosità e retroscena interessanti. Per esempio esistono ricarichi segnati con la sigla Vt, che sta per l’onere fisso sul passaggio sotto le porte di sicurezza, o Fn, cioè il calcolo dell’Iva sulle tasse di cui è già gravato il biglietto aereo. Insomma il prezzo fisso sul biglietto aereo nojn esiste, al contrario di quanto si può credere a prima vista.
La postilla più interessante per il territorio varesino è quella che risponde alla sigla Hb, vale a dire la “tassa sul volo”, decisa dalla finanziaria 2004 e alzata da 1 a 2 euro grazie ad un emendamento promosso dalla leghista Giovanna Bianchi. La destinazione del gettito viene ripartita per il 20 per cento ai Comuni con sedi di aeroporti e per l’80 per cento alla sicurezza negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie. In pratica, per ogni biglietto comprato, circa quattordici centesimi dovrebbero andare a formare un fondo in favore dei Comuni, una parte sarebbe destinata alla sicurezza, al sostegno dell’occupazione, alla riconversione e alla riqualificazione del personale. Dei due euro stanziati dalla finanziaria per i Comuni aeroportuali dunque, solo una piccola parte verrebbe destinata alle amministrazioni comunali. Il condizionale è però d’obbligo, perché a quanto affermano i sindaci che aderiscono all’Ancai, di soldi nel comprensorio di Malpensa, non se ne sono visti.
«Per ora – spiega il sindaco di Cardano al Campo Mario Anastasio Aspesi, vicepresidente dell’Ancai, associazione che riunisce i primi cittadini dei Comuni aeroportuali – non abbiamo visto un centesimo. La legge c’è, i cittadini pagano la tassa, ma dei soldi che dovrebbero andare a noi non si hanno notizie. Così è un vero e proprio imbroglio. Il vice-ministro dell’Economia e delle Finanze Giuseppe Vegas ha incontrato il nostro presidente Mario Canapini, sindaco di Fiumicino, e gli ha assicurato il suo appoggio e la sua comprensione, ma per ora passi concreti non ne sono stati fatti. Noi sul contributo deciso dalla Finanziaria ci contavamo: abbiamo una tabella che specifica quanto ogni comune debba ricevere in base ai passaggi aerei negli aeroporti. Per ora il processo è decisamente iniquo, i consumatori per primi e i Comuni subito dopo fino ad ora sono stati presi in giro».
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