Le ragazze del calcio in campo per la speranza
Progetto Sport e solidarietà: domenica 25 settembre al Campo Comunale l'Acf Tradate sfida la squadra dei giornalisti della Gazzetta dello Sport
Prosegue il progetto "Il pallone dell’altro mondo – Sport e solidarietà" promosso dall’Acf-Associazione calcio femminale di Tradate. Domani, domenica 25 settembre, alle 11, al Campo comunale di Tradate, le ragazze dell’Acf scenderanno in campo contro la squadra dei giornalisti della Gazzetta dello Sport.
Il progetto messo a punto dalle ragazze del calcio tradatese (nella foto la squadra schierata) ha un duplice obiettivo: da una parte sensibilizzare il mondo esterno sulla capacità del calcio femminile, povero di mezzi ma ricco di iniziative,di portare speranza e sorriso là dove vi è sofferenza, e dall’altra far vivere delle esperienze di vita fuori dal comune alle ragazze della squadra. Il 19 febbraio scorso, ad esempio, l’Acf Tradate ha organizzato nel carcere di San Vittore un quadrangolare di calcio con la squadra di detenuti, la Polizia Penitenziaria e la squadra della Gazzetta dello Sport. Proprio in quell’occasione è nato un grande feeling con la squadra dei giornalisti che le ragazze sfideranno domani.
Il progetto proseguirà nei prossimi mesi con una serie di incontri che serviranno per raccogliere contributi per due progetti specifici: la costruzione della nuova chiesetta dell’Ospedale di Tradate e la raccolta fondi per l’oratorio e le case famiglia di don Mario in Brasile.
Sono in fase di definizione le partite con il corpo della Polizia di Stato,con l’arma dei Carabinieri e dei Vigili Urbani, con Smemoranda e la Nazionale dei comici(capitanate da Max Pisu).
Infine partirà il progetto SMS (Scopriamoci Molto Sportive) della squadra delle allieve che renderà partecipi i genitori delle ragazze e che consta di organizzare un rinfresco post partita e regalare una rosa bianca ad ogni componente della squadra avversaria simbolo di vita e sta significare che il calcio deve essere uno sport che avvicina le persone. "Quasi tutte le ragazze occupano una parte del loro poco tempo libero in opere di volontariato e alcune di loro lo fanno in carcere come Antonella Podio, che assieme al sottoscritto fa parte dello staff del “Progetto carceri del Csi-Centro sportivo italiano, ente sportivo della Curia e affiliato al Coni – spiega Marco Verza, uno dei promotori del progetto – e che è stata nominata dagli stessi detenuti per la sua simpatia "madrina" della squadra. Voglio sottolineare, infine, che questo progetto ha ricevuto i complimenti e il sostegno di Mons. Carlo Mazza responsabile dell’ufficio sport della Commissione episcopale italiana".
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