Carta sconto, pochi aggiustamenti per una legge giusta

Confersercenti ha chiesto a Stefano Tosi e Dario Galli di intervenire perchè i vantaggi della legge del 1999 siano mantenuti

 Lo sconto benzina c’è e va mantenuto, ha portato vantaggi indubbi per lo Stato e per le casse della Regione, vanno rivisti piuttosto i criteri che regolano la legge. Confesercenti e Faib (Federazione autonoma benzinai italiani) ha riunito una cinquantina di gestori di distributori di tutta la provincia, da Busto Arsizio a Malnate, per presentare una nuova richiesta ai vertici della regione Lombardia. Nella sala dedicata a Lucio Quassoli, ex sindaco di Samarate e presidente di Confesercenti dal 1979 la 1981, sono intervenuti anche Stefano Tosi, consigliere regionale dell’Ulivo e Dario Galli, deputato della Lega Nord che ha sostituito Giancarlo Giorgetti, impegnato a Roma.

Le proposte di Faib e Confesercenti sono poche e chiare, le stesse che si ripetono da tempo, senza che i palazzi della politica le mettano in pratica: «Chiediamo che si defiscalizzino gli aumenti futuri del carburante, per rendere i prezzi della benzina stabili – ha spiegato Gianni Lucchina, direttore della Confesercenti varesina -, che il prezzo sia monitorato costantemente in rapporto a quello della Svizzera, mettendo in moto un sistema di oscillazione che permetta agli utenti italiani di restare entro i confini per fare benzina e che la fascia sia allargata oltre il chilometraggio oggi previsto. Sono piccoli ma significativi aggiustamenti ad una legge, la 28 del 20 dicembre 1999, che ha portato indubbi vantaggi per tutti, che non è stata un intervento assistenzialistico, ma che al contrario ha permesso di guadagnare sia allo Stato che alla Regione. Infine ci sembra ora di valutare l’opportunità di inserire anche una carta sconto per il gasolio, essendo diesel ormai il 50 per cento delle auto vendute». Il dato che è emerso con più chiarezza anche dagli interventi dei gestori è che rispetto al 1999 il trend si è invertito, oggi c’è un calo nazionale del consumo, causato da fattori diversi e non controllabili. A Varese, zona di frontiera, le ripercussioni sui benzinai si sentono più che altrove: non è ancora ripreso l’esodo verso il confine elvetico, ma la convenienza a restare in Italia per fare il pieno si è ridotta notevolmente.

D’accordo sul fare fronte comune i politici intervenuti: «Su questioni come questa – hanno detto sia Stefano Tosi che Dario Galli – non ci sono differenziazioni politiche». Tosi ha detto di essersi già fatto promotore, insieme ai consiglieri Adamoli e Gaffuri, di un ordine del giorno proprio con argomento lo sconto benzina e le proposte di Confesercenti, che dovrebbe essere discusso in sede di revisione del bilancio. Galli ha ribadito la necessità di mantenere lo sconto benzina, ed è andato oltre: «Bisogna allargare la proposta, magari facendo in modo che un giorno siano gli svizzeri a venire da noi a fare il pieno». Proposta utopica, almeno allo stato delle cose. La Regione Lombardia, con una lettera dello scorso agosto, ha infatti respinto le proposte di Confesercenti e della Faib, adducendo come scusa che un aumento dello sconto non sarebbe sostenibile per le casse della Regione, come anche un allargamento della fascia chilometrica: «Non hanno capito le nostre ragioni e le nostre richieste: dal primo momento abbiamo specificato che la carta sconto si autofinanzia. Il dato del 2002 è chiaro: rispetto al 1999 l’aumento di carburante venduto è stato di 130 milioni di litri, consumo che senza carta sconto sarebbe stato fatto in Svizzera. Il guadagno è evidente, non se ne dovrebbe neppure spiegare il senso» ha concluso Lucchina.        

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Pubblicato il 11 Ottobre 2005
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