Cos’è lo scomperso cardiaco?
L'insufficienza cardiaca può rimanere asintomatica per lungo tempo. Vita sana, controllo del peso e alimentazione corretta l'abc della prevenzione
“Lo scompenso cardiaco, o insufficienza cardiaca, – spiegano gli specialisti Nassiacos e Meloni dell’ospedale di Saronno – è una sindrome caratterizzata da un progressivo indebolimento del cuore che perde la capacità di pompare il sangue con sufficiente forza a organi e tessuti del corpo, determinando un ridotto apporto di ossigeno e nutrienti vitali. Di conseguenza, anche altri organi come polmoni, rene, fegato gradualmente perdono la capacità di svolgere le loro funzioni contribuendo al peggioramento dell’intero organismo.
Cause e fattori di rischio -Le cause principali dello scompenso sono la malattia coronarica nelle varie forme (angina da sforzo, angina instabile, infarto miocardico) e l’ipertensione arteriosa, responsabili di oltre l’80% dei casi, e con minore frequenza attualmente le malattie valvolari, le aritmie, le infezioni”.
Il diabete mellito, l’obesità, il fumo e il colesterolo alto, già fattori di rischio per la malattia coronarica, predispongono anche all’insorgenza di scompenso cardiaco.
“I pazienti – proseguono i due cardiologi – possono rimanere asintomatici a lungo tempo o presentare sintomi come facile affaticamento, progressiva difficoltà respiratoria, aumento di peso, gonfiore degli arti inferiori (edema). Talvolta questi sintomi possono presentarsi in modo improvviso con grave difficoltà respiratoria (edema polmonare) fino allo shock e alla morte del paziente se non giunge in tempo utile per un trattamento efficace”.
I numeri della malattia – Lo scompenso cardiaco è molto più comune dei tumori e registra una mortalità quasi comparabile. In Italia i malati di scompenso cardiaco sono circa 1 milione e il loro numero aumenta in modo esponenziale con l’età, dall’1% prima dei 60 anni fino al 10% dopo gli 80 anni. A Varese e nella Provincia i malati sono 15mila.
Il 10 % di questi pazienti muore entro un anno dall’esordio della malattia e solo il 35% sopravvive a 5 anni dalla diagnosi. Circa il 25% dei pazienti, inoltre, va incontro a un ricovero per scompenso con una mortalità ospedaliera del 7%, mentre tra i dimessi il 45% sarà ricoverato una seconda volta entro 6 mesi.
I ricoveri per scompenso cardiaco sono circa 200.000 all’anno con un costo pari al 2% dei costi totali per ricoveri ospedalieri del Servizio sanitario nazionale.
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