Ma per Cassinetta l’obiettivo è la produttività
Colloquio con Gaetano Bartolone, industry manager di Whirpool, sulla presentazione del nuovo progetto integrato di Napoli e sugli investimenti della multinazionale a Cassinetta
Il modello appena presentato a Napoli di cittadella integrata dell’indotto e dello sviluppo tecnologico che nasce intorno a Whirlpool, è un modello esportabile? L’ambizioso progetto, che ha visto collaborare l’azienda di elettrodomestici che a Napoli ha una sede europea per il comparto lavatrici, le università del territorio e le aziende dell’indotto, oltre naturalmente alle principali istituzioni soprattutto per quel che riguarda la riqualificazione dell’area che è stata coinvolta, fa pensare.
A Cassinetta, in fondo, c’è tutto: un centro di ricerca con 200 persone al lavoro, la sede europea di produzione del freddo, un importante indotto sparso per il territorio. E’ qualcosa di simile? O un investimento diverso?
«Quello di Napoli è un progetto nato in quella sede per una serie di concause, cogliendo delle opportunità che si presentavano – spiega Gaetano Bartolone, Industry manager di Whirlpool – ed è perciò un progetto molto localizzato, che per di più è nato molto tempo fa». Cassinetta perciò non rientra tra le ipotesi di “napoletanizzazione” dei rapporti tra ricerca, industria e istituzioni, sperimentato con il progetto “Genesis”.
«Su Cassinetta gli investimenti riguardano il piano di ristrutturazione e partono da esigenze di rilancio che riguardano sia il prodotto che il processo, e prevede tra l’altro la trasformazione delle linee di montaggio – continua Bartolone – Ciò su cui si punta è il miglioramento della prestazione. Per quanto attiene gli investimenti dedicati a Cassinetta, il piano industriale 2005-2008 prevede circa 40 progetti sul territorio che riguardano, dal punto di vista tecnologico, anche i processi di produzione. Ma stiamo predisponendo anche l’aggiornamento delle competenze professionali e stiamo studiando un metodo per ridurre il gap tra ore lavorate e ore retribuite».
E il rapporto con le istituzioni?
«Auspicabile. E’ un rapporto al quale siamo aperti, anche se le esigenze di rilancio di Cassinetta partono da un bisogno di razionalizzazione che si sviluppa prevalentemente all’interno»
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