Città Viva: «Ripartiamo dal ‘progetto civico’»
Alcune puntualizzazioni dei consiglieri di Città viva che hanno concorso alla caduta della giunta Ponti
Riceviamo e pubblichiamo alcune puntualizzazioni dei consiglieri di Città viva che hanno concorso alla caduta della giunta Ponti, facendo presente che venerdì sera, 13 gennaio alle ore 21 presso la nuova biblioteca comunale di piazza Soldini si terrà un’assemblea pubblica cittadina cui parteciperanno i consiglieri fuoriusciti di Città Viva.
I Consiglieri Comunali eletti nelle fila di Città Viva Ottavio Cattaneo, Rita Di Sapio, Paolo Frigoli, Rosetta Mietto, Giovanni Sottocornola, Gaetana Villarosa hanno decretato la fine della maggioranza.
La costituzione in ‘gruppo autonomo’ nel corso del consiglio comunale del 23 dicembre 2005 e le dimissioni del 3 gennaio 2006 sono stati certamente atti sofferti e radicali. Frutto di decisioni meditate e non dettate dal caso, da singoli eventi o dalle circostanze. Non improvvisi e incomprensibili ma estrema conseguenza di una profonda discussione e verifica interna all’Associazione.
Se si è arrivati fin qui, una ragione ci sarà pure. Noi crediamo, in realtà, che di ragioni ce ne siano fin troppe.
Con una lettera ai vertici della maggioranza, datata 30 maggio 2005, l’allora assessore Giovanni Sottocornola esprimeva preoccupazione e disagio ed “il timore che il nostro programma, con i suoi valori di riferimento cioè quanto è stato posto alla base dell’alleanza che ci ha fatto vincere le elezioni, NON venga attuato oppure venga attuato solo in piccolissima parte.”
La strada del dialogo è stata tentata inutilmente più volte, l’ultima di queste con l’Assemblea dei Soci del 28 novembre 2005.
Il Direttivo di Città Viva rileva che l’ultimo accorato appello dell’Assemblea per un "immediato e tangibile impegno al dialogo” è stato per l’ennesima volta disatteso da Maria Grazia Ponti e dai suoi più stretti collaboratori. Su ogni punto il dogmatismo e l’ipocrisia hanno prevalso:
– permanendo una diversa visione dei ruoli in cui, ad esempio, i Consiglieri Comunali si sarebbero voluti relegati al ruolo di “collaboratori del sindaco”;
– non rimosse le pregiudiziali personali, che hanno portato alla radiazione di
– restando antitetico il giudizio sui problemi di funzionamento della ‘macchina comunale’ che ancora ostinatamente viene presentato nella lettera di commiato ai cittadini come ‘ben funzionante’ nonostante la rinuncia, mai realmente motivata, ad una figura manageriale di coordinamento.
Per fare funzionare un comune e una squadra di governo non sono sufficienti l’impegno, l’onestà, la cultura e la buona volontà che tutti riconoscono all’ormai ‘ex’ sindaco e ai suoi stretti collaboratori.
Professionalità e metodo: erano garantiti anche grazie al direttore generale e di questo contributo si è sentita sempre di più la mancanza. Umiltà e visione strategica: purtroppo sono virtù che solo con il tempo vengono messe alla prova e la squadra che, strada facendo, si è sempre più assottigliata si è ritrovata infine orgogliosamente sola e disorientata.
Il Direttivo constatato quindi che non si sono create nè le condizioni per realizzare il programma, nè quelle per un reale cambiamento di rotta, ritiene che lo scioglimento del Consiglio Comunale vada considerata l’ultima e ineluttabile risposta a tanta incapacità di mediazione e di ascolto.
Ora però si deve guardare avanti. Per il futuro occorre prendere molte decisioni ed il tempo è mancato dato l’improvviso precipitare degli eventi; oggi è importante affermare solo un principio: stare uniti.
I sei ex-Consiglieri del ‘gruppo autonomo’ sono coloro che hanno per davvero rispettato sino in fondo il progetto originario di CittàViva ed hanno tutto il sostegno del Direttivo di Città Viva e quello personale di tutti i suoi componenti.
Noi con loro siamo di fronte ad un bivio: ammettere di aver sbagliato non solo la persona, ma anche il progetto; oppure riappropriarci di quel lavoro, andarne orgogliosi, rivendicarlo come giusto e contrastare ogni tentativo di far prevalere la politica delle piccole fazioni o degli schieramenti e della parcellizzazione.
Nonostante l’impegno che ciò richiede la città ha bisogno di un gruppo civico eterogeneo di persone unite da valori, organizzate democraticamente e non vincolate solo ai partiti: noi siamo e vogliamo continuare ad essere quel gruppo. Il come lo costruiremo con tutti i cittadini, le associazione e, a livello politico, con i gruppi che hanno contribuito allo scioglimento anticipato del Consiglio Comunale. Ad essi ci rivolgeremo per un confronto finalizzato alla definizione di un programma e di un ‘progetto civico’ unificante che possa consentire alla città di rifiorire.
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