Forza Italia, Mazzola lascia il testimone
Riflessioni su affari e politica in vista del prossimo passaggio di consegne al vicecoordinatore Rezzonico
La vicenda Unipol ha riportato
all’attenzione dell’opinione pubblica un binomio pericoloso che
periodicamente si ripresenta, quello degli affari e della politica. I
due termini considerati singolarmente posseggono dignità
propria e godono di rispetto nella società. La preoccupazione
sorge allorché le due componenti si miscelano. Questo perché
gli affari attengono alla sfera del privato, del profitto, mentre la
politica attiene al pubblico, al bene comune. Nella realtà
quotidiana questi due sistemi hanno diversi punti di collisione, per
molti versi necessari e spesso portatori di benefici diffusi. La
miscela diventa esplosiva quanto tali benefici non sono diffusi ma a
vantaggio esclusivo di pochi: degli uomini d’affari a scapito della
collettività. Quella collettività tradita da quegli
uomini politici che dovrebbero invece tutelarla. Nei fatti, non con i
proclami.
Alla luce di quanto emerso, al di là
degli aspetti giudiziari, ha ragione Berlusconi nell’affermare che
ora i DS non possono dare più lezioni di moralità. Non
vorrei però che con questo maturasse un modus vivendi
per cui l’eccezionalità divenisse la prassi e le relazioni
pericolose tra affari e politica trovassero una sorta di licenza, di
rassegnata tolleranza e finanche di giustificazione.
Per evitare tutto ciò a mio
avviso c’è bisogno di ritornare all’osservanza dei
principi morali e del comportamento etico. Lo so, sembra scontato. A
parole. Nei fatti la moralità, quando c’è davvero, non
viene esibita, vive nei comportamenti quotidiani, nel modo in cui si
rispetta la deontologia della professione scelta, nel modo in cui ci
si assume, nella sfera pubblica e in quella privata, la
responsabilità delle proprie azioni, ecc. Quando si sente
parlare troppo di «questione morale» significa, come dice
Panebianco, che un gruppo politico sta brandendo l’arma «etica»
per colpirne un altro (con lo scopo, in genere, di sostituirsi ad
esso e fare più o meno le stesse cose).
Sono quindi del parere di alienare la
“questione morale” e applicare il “comportamento” etico e
morale. Questo vuol dire agire sempre in buona fede e non avere nulla
da occultare nei confronti dei cittadini. Solo offrendo il buon
esempio si può recuperare la fiducia della cittadinanza. E
sarei felice se il buon esempio venisse proprio da Forza Italia e
proprio da Saronno. Tre anni e mezzo fa, nel giorno in fui nominato
Coordinatore cittadino di Forza Italia, ho impostato la linea
politica su basi morali ed etiche (si veda il mio discorso
programmatico reso pubblico). Ora che sono quasi giunto alla
conclusione del mandato (che non è mia intenzione rinnovare),
non spetta me arrogarmi la formulazione di un giudizio per dire se
sia riuscito nell’intento oppure no; saranno i miei concittadini a
pronunciarsi. Dal canto mio posso solo dire che ce l’ho messa
tutta. Ho sempre voluto aprire ogni discussione, diffondere il più
possibile le informazioni. Con altrettanta sincerità posso
riconoscere che personalmente non sono soddisfatto di come sono
andate le cose nell’ultimo anno. Di questo sono pronto ad assumermi
le mie responsabilità ma, perlomeno, ho la serenità per
aver sempre agito in buona fede e se necessario, sono pronto a
confessare pubblicamente, anche gli errori che (forse proprio per
eccessiva e mal riposta buona fede) ho commesso. E’ mia
convinzione, infatti, che l’intelligenza dei cittadini sappia
riconoscere una condotta onesta e, in tal caso, possano anche
perdonare gli errori. Bisogna però avere il coraggio di
ammettere gli errori. Penso che una pubblica confessione dei partiti,
piuttosto che polemiche sulla “questione morale”, possa servire
per ridare credibilità al sistema politico e imprenditoriale.
Il compianto Paolo Sylos Labini diceva,
giustamente, che l’etica è fondamentale per le istituzioni.
Ed egli fu uomo dalla condotta morale, come quando denunciò la
speculazione immobiliare. Sebbene non comprenda totalmente taluni
pensieri di Sylos Labini, probabilmente per mia lacunosa
preparazione, riconosco in lui una figura da prendere come esempio. E
proprio in tema di battaglie contro la speculazione edilizia, una
dimostrazione confortante mi viene dalla provincia di Trento, il cui
presidente Dellai (Margherita) ha avuto il coraggio di bloccare le
licenze edilizie che stavano mettendo a rischio l’ambiente e il
paesaggio. Sarà che il Trentino è la patria di De
Gasperi (un mio mito), ma qui anche il coordinatore regionale di
Forza Italia, Malossini, pur essendo all’opposizione riesce a
trovare punti di convergenza con la maggioranza quando questi servono
veramente al bene comune. Un modello che mi piacerebbe si diffondesse
in tutta Italia.
Questa linea è quella che vorrei
lasciare in ideale eredità al mio successore, anche se
probabilmente a breve, a causa di un intervento chirurgico cui mi
sottoporrò, il cui periodo di convalescenza non è al
momento determinabile, passerò prima della scadenza del mio
mandato a marzo, la responsabilità del coordinamento di Forza
Italia, come da statuto, al mio vice Rezzonico.
Spero che il mio testimone venga
raccolto e, anzi, sono fiducioso che il mio successore saprà
migliorare il mio lavoro e riparare ai miei errori dando prova di un
partito dove l’etica è in grado di distinguere affari e
politica. Se così non fosse sarei pronto a lasciare Forza
Italia di Saronno.
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