Giornata della Memoria, “servono nuovi orizzonti di pace”

Posta presso il monumento alla Resistenza e deportazione una lapide a ricordo dei caduti nelle missioni di pace

Questa mattina il Sindaco Luigi Rosa, affiancato da alcuni esponenti dell’Amministrazione Comunale e da Angioletto Castiglioni, presidente della sezione bustese dell’Associazione Nazionale ex-deportati politici nei campi nazisti, ha aperto le celebrazioni della Giornata della Memoria con la deposizione di una corona al Monumento alla Resistenza e alla Deportazione di via Fratelli d’Italia.

All’interno del tempio civico, tempio della memoria bustocca, si è svolta poi una breve cerimonia in cui oltre all’omaggio alle vittime della Shoah, il Sindaco ha provveduto a scoprire una nuova targa che ricorda “i costruttori di pace immolati in nome della democrazia e della concordia internazionale.”

Castiglioni ha ringraziato il Sindaco e l’Amministrazione Comunale “per la nobiltà d’animo con cui hanno voluto accanto alle lapidi che qui ricordano i nostri Caduti in guerra, i Caduti nella lotta di Resistenza e nei lager, anche una lapide che ricorda il sacrificio compiuto dai nostri militari e volontari caduti in missione di pace.

Con parole commosse Castiglioni ha ricordato “le tragiche immagini viste all’interno dei campi e le parole ascoltate dalle tante vittime del nazismo che mi hanno comandato di non dimenticare” e ha messo in evidenza che “la pace da tutti auspicata sarà possibile solo dopo che la politica dei governi, avrà, insieme agli uomini di cultura, trovata la strada per incamminare i popoli verso nuovi orizzonti di pace e verso un nuovo umanesimo.”

Il Sindaco ha ringraziato Castiglioni per aver colto l’impegno con cui l’Amministrazione cerca di trasmettere ai giovani esempi di cultura positiva: “Le istituzioni devono svolgere un ruolo importante dal punto di vista educativo e persone come Angioletto Castiglioni rappresentano esempi positivi: ecco perché l’Amministrazione avverte come un obbligo morale appoggiarsi alla sua testimonianza”. Rosa ha poi letto una significativa frase di Primo Levi "nell’odio non vi è nulla di razionale, ma se comprenderlo è impossibile, conoscerlo è necessario, poiché ciò che è successo può ricominciare". “Questo è un monito – ha continuato – ma ritengo che sia necessario lanciare alla società un segnale di speranza e soprattutto di fede, come ha fatto 61 anni fa Anna Frank. Nell’ultima pagina del suo diario, quando ormai era conscia del suo destino ha scritto "nonostante tutto credo ancora nell’intima bontà dell’uomo".

Prima di scoprire la lapide, Rosa ha evidenziato che questa rappresenta la volontà di tutta la città di non dimenticare: nel 2004 infatti il Consiglio Comunale aveva espresso una raccomandazione al Sindaco e alla Giunta perché, oltre alla promozione di manifestazioni e incontri sulla pace, si istituisse un Luogo della Memoria in onore dei costruttori di pace.

 

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Pubblicato il 27 Gennaio 2006
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