Pasticceria Bianchi, martedì chiude il laboratorio
L'epilogo di una lunga vicenda giudiziaria. Ma non finisce qui: i pasticceri cercano un nuova sistemazione in tempo record, senza abbandonare il negozio del centro
É definitivo: martedì primo febbraio l’ufficiale giudiziario chiuderà il laboratorio della pasticceria Bianchi. Sigilli alle porte e ai forni, che dopo più di 48 anni di onorata attività non potranno più regalare dolcezze. Arriva così all’epilogo la lunghissima vicenda giudiziaria avviata da Giovanna Mazzucchelli, che ha intentato ben 52 cause contro lo storico negozio accanto alla Basilica, per 14 anni passati nei tribunali.
Tutto era iniziato nel 1992, quando l’inquilina denunciò la pasticceria per il rumore dei frigoriferi. Un rumore che, secondo i rilievi dell’Asl, non era percettibile ai piani superiori. Poi seguirono altre accuse, sempre diverse, fino a quando arrivò quella "buona". Un vecchio regolamento condominiale, infatti, non indica la sala in cui si trova il laboratorio come espressamente adibita a questa funzione.
Nell’appello di primo grado, al tribunale di Busto, la famiglia Bianchi vinse il processo, forte del fatto che il laboratorio è ormai a completa norma di legge. Ma in secondo grado, a Milano, il giudice fece prevalere il regolamento condominiale, emettendo la sentenza di chiusura del laboratorio.
L’ultimo capitolo risale solo a due settimane fa, quando una sentenza ambigua fece credere ai proprietari del negozio di avere ancora alcuni mesi prima della chiusura definitiva, almeno fino all’11 maggio. Sarebbero stati giorni importanti, nei quali era possibile trovare un nuovo laboratorio. Ma il giorno successivo tutto era improvvisamente cambiato: l’ufficiale giudiziario si era infatti recato in pasticceria per apporre i sigilli. Un malinteso, un errore di interpretazione, che ha provocato un forte choc ad uno dei proprietari, Giovanni Bianchi. Ad oggi è ancora ricoverato all’ospedale di Gallarate, a seguito di complicazioni cardiache emerse in seguito allo choc.
A nulla sembrerebbe essere servito l’ampio movimento di sostegno al negozio, nel quale è attivamente coinvolto in prima persona anche il sindaco di Gallarate, Nicola Mucci. Solo in città furono raccolte più di 2mila firme contro la chiusura, mentre lettere di sostegno erano arrivate da personalità come Ottavio Missoni e persino George Clooney. Le specialità della pasticceria, infatti, non sono celebri solo a Gallarate, ma anche in tutta la provincia, con vendite dirette anche all’estero.
Ma gli eredi di Oreste Bianchi e tutto lo staff della pasticceria (che dà lavoro a ben dodici famiglie) non si danno per vinti. Il laboratorio sarà chiuso, ma il negozio del piano superiore no. Per questo proprio in questi giorni sono impegnati nell’affannata ricerca di un nuovo laboratorio, che deve essere perfettamente in regola, nel quale stabilirsi in tempo record. Si parla di una settimana di tempo, per non lasciare a casa nessuno. Ma lo sforzo logistico, ovviamente, non sarà indifferente, perchè i dolci non sono facili da trasportare. Ma ancora più difficile sarebbe dire addio ad un’istituzione gallaratese, che non sembra affatto intenzionata a lasciare il centro senza la sua dolcezza…
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