“L’Anpi deve delle scuse ai cittadini”
Il manifesto dell'Anpi ha creato disagio anche tra alcuni iscritti. In una lettera alla presidente, Rienzo Azzi, figlio di un partigiano, chiede un chiarimento
Il manifesto affisso dall’Anpi nei giorni scorsi, ha suscitato polemiche e reazioni a livello politico, ma è stato vissuto male anche da una parte degli iscritti. Uno di essi, Rienzo Azzi, assessore provinciale ai servizi sociali, ha preso carta e penna e ha scritto alla presidente, chiedendo un chiarimento. Ecco la sua lettera.
Riceviamo e pubblichiamo:
Cara Presidente,
da diversi anni sono iscritto all’ANPI. Di tale appartenenza sono sempre stato orgoglioso da convinto antifascista quale sono.
Mi dissocio totalmente, però, dalle posizioni massimaliste che l’ANPI ha assunto in relazione alle modifiche costituzionali, ricordandole che la modifica del titolo V della costituzione è stata proposta ed attuata proprio da un governo di sinistra.
Quello che deve essere difeso è il rifiuto di ogni forma di dittatura e di prevaricazione, lo spirito repubblicano nato dall’antifascismo, i valori espressi dalla Resistenza. Questo non significa che la costituzione non debba e possa essere aggiornata in quelle parti che dopo sessant’anni non rispondono più alle esigenze della vita democratica di un paese moderno.
Mi dissocio ancor più fortemente dalle affermazioni contenute sul manifesto firmato dall’ANPI apparso sui muri nei giorni scorsi, un attacco violento al 50% degli italiani che hanno creduto nella politica del centrodestra e di Silvio Berlusconi. Ritiene che siamo tutti fascisti ed antidemocratici? Credo che l’ANPI debba delle scuse ai cittadini, la maggioranza nella nostra città, che da tanta inopinata violenza sono stati offesi.
Le rammento anche che non avremmo avuto nessun 25 aprile senza il contributo di sangue versato da tanti soldati americani, e che anche questi caduti andrebbero onorati. Fa specie anche vedere sventolare tante bandiere rosse che sicuramente questo debito con il popolo americano non sentono.
Ad ogni modo attendo con fiducia una risposta onesta a questa mia lettera. In caso contrario, con molto dispiacere, restituirò la mia tessera, pur essendo stato mio padre partigiano (di quelli veri e non di quelli fasulli dell’ultim’ora) e mio zio deputato alla Costituente, che appunto la costituzione ha scritto, e presidente onorario nazionale dell’ANPI.
Ringraziando per la cortese attenzione,
Rienzo Azzi
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