Dalla sussidiarietà al futuro di Busto: ricette a confronto

Spunti di riflessione e diverse priorità emergono dall'incontro indetto da Liberamente Politica, presenti Farioli, Rosa, Mariani e l'esponente de La Voce della Città Giampietro Donati

La campagna elettorale comincia a prendere quota. Il dibattito fra i candidati sindaci tenutosi ieri sera presso il Giardino Quadrato del Museo del Tessile ha delinenato le differenti impostazioni degli aspiranti alla guida della città. Oltre ai previsti Farioli, Mariani e Rosa, si è presentato quale "quarto incomodo" Giampietro Donati, capolista de "La Voce della Città" in rappresentanza del candidato Audio Porfidio, ancora convalescente dopo un problema di salute.
A moderare il dibattito Giuseppe Gibilisco, già sindaco di Varese ed alto esponente di Liberamente Politica, associazione di area CL che nel prossimo giugno aprirà una sua sede anche a Busto, in viale Cadorna.

L’incontro ha visto i tre candidati e il vice-candidato Donati duellare a ritmo serrato sulle quattro "domande aperte" proposte dagli organizzatori: ciascuno secondo il suo stile. Mariani rivendicava la necessità di novità e cambiamento, e di una politica coraggiosa; l’ex sindaco Rosa sottolineava i meriti della sua amministrazione; Farioli guardava avanti, facendosi tonante oracolo di un futuro rilancio del dialogo e del coordinamento territoriale; Donati, infine, ricordava l’importanza del quotidiano e della risoluzione rapida ed efficiente dei piccoli problemi.

Con queste premesse, si discuteva di quattro argomenti posti da Liberamente Politica. Il primo riguardava la sussidiarietà, come definita nell’art.118 della Costituzione (nelle due varianti del 2001 e 2005, quest’ultima al vaglio del referendum). Donati ha dichiarato che La Voce della Città intende "restituire ai cittadini la città che i politici hanno sottratto loro". Da qui l’impegno per una sussidiarietà intesa come partecipazione attiva della gente. "Sussidiarietà non è dare sussidi, ma spazi di attività; con essa non si scaricano sui privati le reponsabilità dell’ente pubblico, semmai le si amplia coinvolgendovi la società civile". Rosa invece sottolienava la bassa pressione fiscale da lui perseguita e l’applicazione "a tutto camopo" della sussidiarietà nella cultura (B.A. Film Festival, VivaLIbro, Eventi in Jazz e mille altre iniziative), nel sociale, nello sport, nell’urbanistica. Per Farioli, "la sussidiarietà è il motivo ispiratore della Casa delle Libertà, è riconoscere le iniziative autonome che sorgono dal basso, piuttosto che dare ordini e graziose concessioni dall’alto". Mariani riteneva opportuno ricordare che "la sussidiarietà non ha colore politico", e che "non deve danneggiare chi già opera nel pubblico": Il riferimento era alle 17 educatrici precarie degli asili il cui posto è gravemente a rischio. "Tutto questo grazie a una Finanziaria scellerata che ha tagliato sulle spese sociali". La proposta del centrosinistra è quella di creare un’istituzione pubblica in questo campo, possibilità prevista dal testo unico sugli enti locali.

Per quanto riguarda il futuro della città, Mariani ha rincarato la dose sulla mancata definizione dell’area ex ferrovie Nord, sulla poca chiarezza verso le imprese, fino alla scarsa convinzione del centrodestra sulle aggregazioni sovracomunali dei servizi, rese impellenti dall’avanzare di una concorrenza aggressiva. "Bisogna capire cosa serve alle imprese, e incentivare quelle che innovano". Farioli ha ricordato l’impegno finanziario, considerevole, della Regione per la riconversione di Busto. Centri d’eccellenza e ambiente come volano di sviluppo, e non solo fonte di "no", sono punti chiave del suo programma. Per Rosa l’elemento centrale per il futuro di Busto è la leadership territoriale, già riconosciuta dal Ministero dei Trasporti: piano strategico di area vasta e piano della mobilità per l’area Malpensa – Corridoio V saranno gli sviluppi necessari di domani. Per Donati è invece prioritaria la difesa dall’invadenza della metropoli milanese, che tende a trasformare Busto in dormitorio; un polo scientifico integrato con le aziende, anche aesempio a partire dalla promettente struttura che il Baff sta creando, è una prospettiva seria per il futuro.

La leadership di Busto è tale solo di nome: come concretizzarla? Mentre Donati rimarcava la necessità di coinvolgere prima di tutto i propri cittadini, e solo successivamente confrontarsi con l’esterno, Rosa rilanciava l’"opportunità" data dal ruolo di Busto a cavallo della direttrice fra Malpensa e la nuova Fiera di Rho/Pero. Per Farioli la leadership si acquisisce facendosi intepreti autorevoli del dialogo e del coordinamento territoriale. Farioli propone fra l’altro un’unica Asl per la zona Busto-Malpensa, per riunire le "eccellenze sanitarie" dell’area. Mariani invece attaccava a fondo il Pisl "Busti Grandi", comparandolo con quanto fatto in Valle Olona "dove sette Comuni si sono messi insieme, hanno realizzato un parco fluviale, ricevuto e impiegato fior di finanziamenti pubblici". Per Mariani è l’isolamento la grande malattia di Busto da curare.

L’ultima domanda riguardava il perchè della candidatura e le dell’azione ammininistrativa. "Mi piace ascoltare la gente, e per me la politica è servizio" rispondeva Mariani, citando quale prima emergenza il Comune, "che, ridotto ai minimi termini, deve crescere in numeri ed efficienza se si vuole poter realizzare un qualsiasi programma"; la riapertura del dialogo con le realtà territoriali circostanti e con il mondo delle imprese sono le altre urgenze. Per Farioli l’input definitivo alla candidatura è venuto da Berlusconi e da Formigoni: "Ho detto sì ai primi come agli ultimi iscritti di Forza Italia". Le sue priorità: un Patto per lo sviluppo; un tavolo di coordinamento con i Comuni circostanti, "anche del Milanese"; una politica dello sviluppo nei campi della cultura, dell’ambiente, dell’impresa. Per Rosa "servono concretezza ed umiltà" per affronatre le emergenze dell’ambiente, dell’urbanistica e del rilancio dell’attività produttiva. Donati, infine, ha spiegato la candidatura di Audio Porfidio come un omaggio al fondatore e leader del movimento, sempre dedito alla sua prima priorità, la difesa dei diritti del cittadino. Le altre due principali priorità de La Voce della Città sono la cura del quotidiano, delle "piccole cose" che per il cittadino "assumono la massima importanza", e la sicurezza, da ottenere piuttosto con la prevenzione sociale e la rivitalizzazione della città che con la sola sorveglianza del territorio.

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Pubblicato il 09 Maggio 2006
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