I ragazzi de “La Schola” pronti per il Soap Box Rally

La prestigiosa gara dedicata alle vetture interamente costruite in legno è in programma il 27 e 28 maggio a Bergamo

La partecipazione alla 35a edizione di Soap Box Rally la dice lunga sull’impegno e sulla passione per la progettazione dei ragazzi de La Schola di Maieutica di Morosolo che dopo mesi di studio sono arrivati a realizzare una vettura competitiva e avveniristica con una spiccata matrice bolidista. L’equipaggio, composto dai due ragazzi più intrepidi, si dice pronto a sfidare per la prima volta in una simile competizione i team storici e più agguerriti da sempre protagonisti dello straordinario evento goliardico che si terrà a Bergamo l’ultimo fine settimana di maggio (27 e 28). 

Il teatro della sfida è un palcoscenico pieno di insidie. Le discese più impegnative, affrontando salti, bilici, scalinate o vasche piene d’acqua, rischiando un testacoda ad ogni tornante o un dritto ad ogni curva, il tutto rigorosamente rispettando l’ambiente senza nessun motore se non quello delle gambe.
Le Soap-Box infatti sono macchinine costruite completamente in legno, senza motori, pneumatici, cuscinetti, bronzine, ammortizzatori e tutti quegli accessori che hanno migliorato il comfort e la guidabilità di un veicolo. Rispettano un regolamento tecnico-costruttivo molto severo e nato più di cinquant’anni fa ma non per questo penalizzante. Lo dimostra il fatto che non esiste una Soap Box uguale a un’altra perché ognuna è realizzata seguendo le proprie idee o le teorie più strampalate sulla velocità, aerodinamica o scorrevolezza, mettendo tutto il proprio estro e ingegno.

Quello che affascina di questo sport non è solo l’eccitazione di sfrecciare a oltre 80 Km/h con vetture di legno, ma anche costruirsi la propria Soap-Box e continuare a migliorarla, dando così sfogo alla creatività e alla fantasia. E il meglio lo si vede nella gara di Bergamo, quella più conosciuta e famosa, nata nel 1955, dove oltre al trofeo per la ”Gara di velocità” viene premiata anche ”l’originalità” della Soap-Box. È qui che ogni equipaggio si esprime al massimo, proponendo coreografie di ogni genere per poter coinvolgere al meglio il pubblico e la giuria, usando i materiali più diversi e le tecniche di costruzione più stravaganti, realizzando così un vero cocktail di divertimento e progettazione, sempre però consapevoli di dover essere i più veloci e aerodinamici possibili. Già perché la competizione è competizione. Soprattutto davanti a più di 20mila persone che applaudono e incitano fino a far tremare le gambe. 
 
Un po’ di storia – Le "soap box", ovvero le scatole di sapone, sono delle bizzarre macchinine, che nascono nel 1933 negli Usa grazie all’idea di un commerciante di sapone che seppe coniugare il sogno americano dell’epoca, l’automobile, con la sua attività. L’imprenditore ebbe l’intuizione di disegnare sulle scatole del suo sapone, che allora erano realizzate in legno, le sagome di autovetture immaginarie. Una volta ritagliate e completate con l’aggiunta di parti meccaniche, chiunque avrebbe potuto costruirsi la propria "auto" personalizzata. Fu un successo enorme.
Migliaia di mini-bolidi cominciarono a sfilare per gli States, ovunque ci fosse una strada in pendenza.
Fu però un giornalista dell’Ohio del "Dayton Daily News" che, interessandosi al fenomeno, decise di organizzare una vera e propria gara: la prima corsa più pazza d’america si svolse a Daytona nel 1934 con il nome di "All American Soap Box Derby". Dal 1934 a oggi la passione delle soap box ha fatto il giro del mondo.

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Pubblicato il 17 Maggio 2006
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