Progetto “Grow-up”: è il turno dell’innovazione
Check up gratuiti e personalizzati alle imprese del tessile per tracciare il loro profilo tecnologico
Richiedere un check up e riconoscere che è giunto il momento di sottoporsi ad un controllo per misurare il proprio "stato di salute" è di per sé un importante passo avanti, anche in economia. È quello che hanno fatto le sessanta imprese del settore tessile varesino aderenti al progetto di “Technological Scouting” proposto dall’Unione degli industriali della provincia di Varese in collaborazione con l’istituto SanPaolo IMI e del Centro tessile cotoniero di Busto Arsizio. Un’iniziativa che punta tutto sull’innovazione, uno dei fattori ritenuti maggiormente determinante per il rilancio di un settore, come il tessile varesino, costantemente minacciato dalla forte concorrenza internazionale.
Ma prima ancora di proporre rimedi e strategie è necessario conoscere la situazione attuale delle imprese della filiera partendo proprio da un’attività di monitoraggio fatta di check up personalizzati e gratuiti per tracciare il profilo delle aziende dal punto di vista tecnologico e innovativo. È qui che si colloca il "Technological scouting", la nuova iniziativa del più ampio progetto “Textile Grow-up” avviato dall’Univa agli inizi del 2005 a supporto del settore del tessile e dell’abbigliamento varesino.
«Viviamo in uno scenario che mai come oggi ha avuto davanti a sé una sfida complessa di innovazione, di riorganizzazione e di allargamento delle reti e la a necessità di differenziare i prodotti si presenta con ritmi accelerati e inusuali – ha commentato il presidente dell’associazione Alberto Ribolla – . Obiettivo di "Grow-up" è proprio quello di mettere a disposizione delle imorese strumenti che permettano veloci recuperi di efficienza e competitività».
La finalità dei controlli, finanziati con un contributo di duecentomila euro messo a disposizione da SanPaolo IMI e della Regione Lombardia, è perciò quella di valutare il posizionamento tecnologico delle imprese tessili varesine e di individuare le possibili soluzioni per migliorare i loro prodotti e processi produttivi.
«Le prove saranno eseguite nei nostri laboratori seguendo le modalità operative previste dalle norme internazionali e i risultati saranno commentati da una relazione tecnica – ha spiegato Bruno Amoroso, presidente del Centrocot di Busto Arsizio – L’attività di confronto sui risultati conseguiti porterà alla stesura di un rapporto di settore complessivo».
«Dobbiamo saper cogliere le migliori occasioni del "fare insieme" e il progetto Grow up è una di queste – ha concluso Pieraldo Bauchiero, direttore territoriale dell’aria Lariano dell’Istituto SanPaolo – Per l’innovazione è vero ciò che è vero per l’internazionalizzazione: non è più il tempo di vederla come un’opportunità ma come una condizione indispensabile per lo sviluppo, tanto che non si parla più solo di innovazione di prodotto e di processo ma anche di mercato e di distribuzione».
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