“Varese ha bisogno di una regia autorevole”
Giuseppe Musolino, Presidente Arci Provinciale di Varese sulle vicine elezioni amministrative
Riceviamo e pubblichiamo
A Varese sempre più è andata allargandosi la forbice tra ricchi e poveri, tra privilegio ed emarginazione, tra centro luccicante e periferie degradate. Questo divario è frutto di una gestione nefasta e in particolare solo attenta al mercato da parte di Lega, Forza Italia e UDC: privatizzazioni, egoismo, intolleranza, securitarismo.
Il centrodestra propone una persona diversa a candidato ma uguali sono il partito dello stesso e la sua coalizione: uguali sono il segno e il disegno politico rispetto a quanti hanno dovuto, ignominiosamente, lasciare il campo, portandoci a votare con un anno di anticipo sulla scadenza naturale. Pertanto, una riedizione delle destre costituirebbe la continuità con le politiche prima dette, la riproposizione di leghismo e berlusconismo, il peggio di fascismo nazionale e padano.
È una necessità di tutti, individuale e collettiva, rompere con questi modelli economici politici e socio – culturali. Occorrono proposte di tipo solidale e sociale per trasformare Varese, non inseguendo più le logiche e le politiche del passato.
Ci sono già in quanto detto ragioni per un cambiamento positivo, per una notte inversione di tendenza.
Serve anzitutto un progetto per migliorare la qualità della vita; occorre un nuovo welfare municipale; è necessario dare colore a una città oggi grigia e servono progetti ambiziosi per il futuro. Bisogna intervenire sul traffico,lo smog,l’inquinamento;serve ridurre il costo della vita,i tempi d’attesa per visite ed esami medici. Occorrono più servizi alla persona e per la famiglia,assistenza a domicilio per anziani,servizi pubblici e trasporti migliori;c’è necessità di edilizia a prezzi agevolati;serve più verde;c’è bisogno di eventi culturali,locali pubblici e costi ridotti per la spesa culturale di ognuno.
A proposito,e non volendo intervenire su tutte le opportunità di una sana e corretta amministrazione,un discorso particolare si può e si deve riservare alla cultura. Una parte importante del bilancio comunale va destinato a questa voce,sia per interventi strutturali che per il sostegno alla produzione: quella culturale e la politica che qualifica un modello sociale ed anche economico e produttivo. La cultura fa parte di un progetto strategico di rilancio della città: è necessario un new deal a questo livello.
A Varese questo progetto è sempre mancato; manca una grande regia con l’idea che la cultura è un pezzo rilevante del disegno di riqualificazione,dove le risorse pubbliche si sommano a quelle private e crescono assieme, anziché decrescere come è successo in questi anni: capire e realizzare questo significa compiere il salto di qualità di cui c’è bisogno. Investire strategicamente sulla cultura vuol dire destinare risorse ad alcune eccellenze,senza tralasciare visioni d’insieme: progetti infrastrutturali ed anche architettonici, intervento sulla formazione professionale,sull’istruzione permanente e continua,oltre che sulle diverse espressioni artistiche: teatro,musica,cinema….
La città soffre da tempo della crisi della cultura industriale che ha permeato il conflitto sociale e,quindi,i comportamenti,i linguaggi,gli stili di vita,i modelli urbanistici. La coesione sociale può rispondere a questa crisi,costruendo una rete di attività,lavori,professioni e iniziative legate ai servizi,alla comunicazione e all’informazione, all’editoria,alla creatività,alla ricerca applicata e all’innovazione,al tempo libero,allo sport.
Tutte queste ed altre ancora sono le trasformazioni necessarie,avendo coscienza e volendo assecondare l’anima plurale e positivamente innovativa della città. Trasformazioni indispensabili per arrestare il declino prima che diventi inarrestabile,definitivo.
Bisogna assolutamente volere e cercare il cambiamento,determinare il risveglio e le rifioritura di Varese.
Giuseppe Musolino, Presidente Arci Provinciale di Varese
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