Nuovo regolamento per l’Antico mercato bosino
Ridotto il numero dei banchi e modificata la loro disposizione. Novità in vista anche per il Paese dei sapori
Ritorno al passato con alcune novità per l’“Antico mercato bosino”, per cui la Giunta ha preparato un nuovo regolamento. Quello vecchio, datato 1994, aveva infatti subito troppe deroghe nel corso degli anni per poter essere recuperato.
Il Comune ha quindi deciso di riscriverlo daccapo, accogliendo parte delle richieste che erano state avanzate dalla Confesercenti. Il numero dei banchi sarà drasticamente ridotto da 132 a 95, con l’eliminazione di gran parte degli ambulanti e altri commercianti non in linea con lo spirito del mercatino. I banchi di antiquariato dovranno infatti vendere oggetti che abbiano almeno quarant’anni, mentre gli stand dei prodotti tipici del territorio non potranno superare il 10% del totale delle bancarelle. «Vogliamo riscoprire l’identità del mercato, per questo abbiamo ridotto il numero degli espositori anche a costo di rimetterci qualcosa in termini economici» afferma l’assessore
al commercio, Salvatore Giordano (foto). Nonostante il minor numero di banchi, il Comune ha infatti deciso di non alzare la tassa per l’occupazione del suolo pubblico, che resterà di 550 euro annui.
Il ritorno al passato riguarda invece tempistica e logistica del mercato bosino. Le bancarelle non saranno più sistemate anche in via Volta e piazza Monte Grappa ma, oltre che nel tradizionale percorso di corso Matteotti, alcuni banchi prenderanno posto in piazza Marsala. Oltre al recupero della tradizionale disposizione, la Giunta ha deciso anche il ritorno della terza domenica del mese come data di svolgimento del mercato, spostata alla prima ai tempi di Fumagalli.
Il regolamento varato dalla Giunta dovrà ora essere approvato da Commissione consiliare, Consiglio comunale, e Circoscrizione 1. «Contiamo di renderlo attivo per l’inizio dell’anno prossimo» afferma Giordano.
Novità sono inoltre previste per il “Paese dei sapori”, l’altro grande mercato varesino. Il Comune ha intenzione di riprendere in mano la gestione diretta dell’evento, oggi affidata ad un consorzio esterno. ««Vogliamo evitare che la fiera enogastronomica diventi un doppione del mercato di piazzale Kennedy – spiega l’assessore – dobbiamo far crescere la qualità, la specificità e la diffusione dei prodotti tipici locali».
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