Parchi locali, lettera aperta di Amici della terra
Oggetto dell'intervento, la tutela del patrimonio agricolo e boschivo tra i Comuni di Azzate e Crosio della Valle
Riceviamo e pubblichiamo la lettera che l’associazione Amici della terra ha inviato al sindaco di Azzate Giovanni Nicora, al sindaco di Crosio della Valle Giorgio Belli, e al vicepresidente della Provincia Giorgio de Wolf.
Egregi Signori,
da una sommaria analisi del
PTCP da poco pubblicato sul BURL (del quale sta per concludersi il periodo
delle Osservazioni) leggiamo come vi sia un indirizzo Provinciale di tutela del
contesto naturalistico e territoriale in oggetto, di altissimo valore
paesistico, pressochè ancora integro e di immenso fascino che costituisce, a
tutti gli effetti, una vera e propria ricchezza per tutta l’Area varesina..
Luoghi questi anche attraversati da una strada già censita nell’antico catasto
teresiano della quale è possibile ancora reperire cippi e tratti di rizzada.
Antico tracciato stradale che merita vengano realizzati approfonditi studi
storici.
Non possiamo che essere
concordi con la Provincia di Varese per questa scelta (difesa e valorizzazione
dei suoli agricoli e boschivi) che siamo a chiedervi con forza di riprodurre
nei PGT del Vostro territorio.
Siamo, inoltre, a
consigliarvi, per una miglior loro protezione, di realizzare nelle aree in
oggetto un PLIS (Parco Locale di Interesse Sovraccomunale).
Evidenziamo, per suffragare
i contenuti della presente nota, come crescente sia la richiesta, da parte dei
cittadini, di una maggiore attenzione verso le problematiche ambientali.
Attenzione che in molti
hanno voluto prestare per l’area in oggetto prescelta proprio quale “Luogo del
cuore” Fai da preservare in massimo grado.
Vi è, infatti, una sempre
maggior consapevolezza che l’ambiente è un bene di tutti, prezioso e
insostituibile, e che le risorse ambientali non sono illimitate né
indistruttibili, ma, al contrario, estremamente vulnerabili.
Il continuo consumo del
territorio, con il suo patrimonio naturale e culturale, ha impoverito il paesaggio
nell’arco di poche generazioni e ha fatto capire alla gente l’importanza di
beni limitati, che, in troppi casi,
sono stati a torto trascurati nel recente passato.
Questo e quello che non
vogliamo accada dell’area in oggetto.
La maggiore sensibilità
ambientale di cui dicevamo, ha favorito, negli ultimi anni, la nascita, nel
nostro Paese, di nuove aree protette di particolare interesse ambientale, con
il duplice scopo di preservarle e di consentire, al tempo stesso, una loro
fruizione, nel rispetto di alcuni vincoli, da parte dei cittadini.
Accanto ai Parchi nazionali
sono così sorti numerosi Parchi Naturali.
Tali Parchi sono, tuttavia,
il frutto di decisioni prese dall’alto più che a livello locale.
Al contrario, i PLIS
nascono per diretta volontà dei Comuni interessati. La Legge regionale (N. 86)
che li disciplina, è del 1983. Essi svolgono, al contempo, diverse funzioni:
sociale, urbanistica, ecologica ed anche quella di promozione di uno sviluppo
economico sostenibile.
Consentono possibilità di
svago e ricreative per la popolazione locale e per quelle limitrofe, facendo
recuperare ai cittadini la conoscenza e l’identità del proprio territorio;
rappresentano una " barriera " contro l’urbanizzazione e l’edilizia;
favoriscono la crescita di una rete ecologica tra spazi verdi, limitando il
rischio di isolamento delle singole aree naturali.
L’aspetto innovativo dei
PLIS, consiste, soprattutto, nel fatto che tali Parchi nascono " dal basso ", per espressa volontà delle
Amministrazioni locali che provvedono poi a gestirli. Questo processo consente
di coinvolgere positivamente la popolazione in un rapporto, in passato spesso
conflittuale, con aree di interesse ambientale poste nel proprio territorio.
I PLIS rappresentano,
inoltre, un ottimo strumento per un percorso di educazione ambientale che parte
dalle scuole per coinvolgere, attraverso i bambini, le rispettive famiglie.
Un’educazione ambientale che si basi su una lettura del territorio, visto come
una parte integrante dell’ambiente, spesso urbanizzato e antropizzato, dove la
gente risiede. Un’educazione ambientale che si può poi estendere a fasce di età
maggiori e persone o gruppi che abbiano già sviluppato una sensibilità
ambientale.
Il ruolo dei Parchi locali,
come strumento di educazione ambientale nei quali poter promuovere conoscenza,
fruizione ma anche cura del proprio territorio, ci sembra essere una carta
vincente. Carta attraverso cui avviare un processo di riappropriazione e di
riscoperta da parte dei più giovani di una " identità " che si traduce a sua volta in affezione per
l’ambiente stesso.
Per assolvere le funzioni
anzidette, non è necessario che i Parchi locali abbiano grandi estensioni:
anche poche decine di ettari possono rappresentare, e di fatto in alcuni casi
rappresentano, un bene prezioso per le funzioni educative, ricreative ed
ecologiche di cui dicevamo.
La possibilità di includere
nei redigendi PGT aree di questo tipo, ancorché di modeste dimensioni,
costituisce una formidabile occasione per Voi, di valorizzare autonomamente
alcune parti del Vostro territorio cogliendone gli aspetti più caratteristici.
Un altro aspetto comune a
molti Parchi locali è quello di essere essenzialmente aree agricole o boschive;
irrinunciabile, a tal proposito, è la collaborazione fattiva con gli agricoltori,
nella consapevolezza che da sempre l’agricoltura rappresenta un baluardo per la
difesa e il riequilibrio dell’ambiente.
Ulteriore vantaggio dei
Parchi locali, rispetto ai Parchi naturali o nazionali, è quello della maggior
agilità in sede burocratica, con la possibilità di intervenire rapidamente e
localmente per decisioni che riguardino le aree interessate.
I PLIS non sono,
ovviamente, aree protette ai sensi della legge 394 /91: ne deriva che il regime
vincolistico, adottato su base volontaria, è puramente locale e non è
confrontabile con quello di altri istituti di tutela.
Ci sembra, quindi, che
quella dei Parco locale sia davvero un’opportunità da cogliere da parte Vostra
che Vi permette di soddisfare una forte richiesta che Vi proviene a livello locale
e della quale siamo, con la presente, portatori.
Il fatto che detto Parco
possa essere gestito a livello locale e non " dall’alto ", Vi consente di attivare autonomamente forze di
volontariato (Associazioni locali e No profit) per un suo mantenimento che
possa essere allargato e condiviso,
reperire risorse umane e finanziarie per la sua promozione e il suo sviluppo
sostenibile senza dipendere interamente da istituzioni superiori. Insomma, sarà
possibile una forma di " privatizzazione " del parco che ne favorisca
il senso di appartenenza alla popolazione locale e la fruizione a diverso livello della stessa e di quanti, da
fuori, vogliano approfondire il rapporto con il territorio.
A tal fine è importante che
il parco venga fatto conoscere alla popolazione non solo locale: la conoscenza
è il primo passo per un rapporto più profondo e può innescare sviluppi interessanti, sia livello
educativo/formativo sia a livello naturalistico/ambientale.
In attesa di un cortese,
sollecito riscontro, porgiamo cordiali saluti.
Arturo Bortoluzzi
Amici della Terra
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