Stati generali, prova d’orgoglio dell’artigianato e del Commercio
Il contributo di Gianni Mazzoleni, segretario dela CNA Varesina, presente alla manifestazione
Riceviamo e pubblichiamo
Alcune considerazioni a margine della manifestazione delle Associazioni dell’Artigianato e del Commercio tenutasi ieri a Roma, in un Cinema Capranica strapieno di imprenditori e di dirigenti di Confartigianato, Casartigiani, C.N.A., Associazione commercianti e Confesercenti, arbitrariamente abbinata nei servizi radiofonici e televisivi dei grandi network alla manifestazione dei pensionati che, in comune aveva la città e la data di effettuazione.
I tratti che hanno caratterizzato l’iniziativa possono essere sintetizzati :
- Nell’orgoglio con cui è stata presentata la consistenza di artigianato e commercio, ma più in generale della piccola impresa, una realtà capace di creare anche in momenti difficili ricchezza e occupazione e non, come è stata artatamente dipinta, un’accozzaglia di evasori;
- Nella sobrietà e nella serietà dell’iniziativa, tanto essenziale quanto concreta nel suo svolgimento, favorita in questo dalla scelta compiuta di non invitare personaggi politici;
- Nella maturità con cui i cinque Presidenti hanno trattato i due grandi temi oggetto della manifestazione, l’esigenza di modifiche della Finanziaria e la consapevolezza del rilevante peso specifico delle imprese rappresentate, potenziato in modo esponenziale dall’unità di intenti e di azione raggiunta;
- Nell’impegno enunciato di voler discutere con il Governo, nell’interesse dell’economia del Paese e delle sue prospettive di sviluppo, di un nuovo patto per la crescita in grado di restituire all’universo delle piccole e medie imprese quella centralità negata dall’impostazione “culturale” della legge di bilancio in discussione.;
- Nella precisazione che il patto tra Associazioni dell’artigianato e del commercio non intende essere un accordo contro Confindustria ma il pieno ricupero della dignità di rappresentanza negata nella modalità e nella forma di scrittura della manovra e delle sue prime modifiche.
I prossimi passi saranno l’avvio di una trattativa serrata con Governo e Parlamento nel merito degli emendamenti comuni presentati, tutti ragionevoli e improntati a grande senso di responsabilità, avanzati nella consapevolezza che i problemi esistono, devono essere affrontati e le soluzioni trovate nell’interesse generale.
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