Nessun rappresentante degli immigrati siederà in Consiglio comunale

Bocciata la mozione di Molinari (Margherita), Movimento libero e la Rosa nel pugno votano con il centrodestra

Dopo la bocciatura a mezzo stampa, è arrivata anche quella ufficiale. Ieri sera il Consiglio comunale ha infatti respinto la mozione – presentata dal consigliere della Margherita Molinari –  che chiedeva una modifica dello Statuto comunale per permettere l’elezione di un rappresentante dei cittadini extracomunitari, con diritto di parola ma non di voto.

Inutili i tentativi di dialogo cercati da Molinari e da tutto il centrosinistra, che ha ricordato come in molte città, anche governate dalla Cdl, siano stati recentemente istituiti organismi simili. La mozione si è trovata davanti un autentico fuoco di sbarramento, cui oltre al centrodestra compatto hanno contribuito anche Movimento libero e, a sorpresa, il neoconsigliere della Rosa nel pugno Claudio Vanetti. «E’ una proposta demagogica, questioni così delicate vanno affrontate con più razionalità» afferma quest’ultimo. Una presa di posizione che ha lasciato di stucco l’Unione, anche perché Molinari aveva illustrato la proposta con tutt’altro spirito. «La mozione è ispirata da ragioni di buon senso – afferma infatti il consigliere della Margherita – i continui flussi migratori esigono delle risposte da parte delle istituzioni. Quando depositai il testo, nel 2004, a Varese vi erano 5.800 immigrati, oggi invece ve ne sono quasi 7.000, circa il 10% della popolazione totale. A queste persone che qui vivono, lavorano e pagano le tasse va chiesto il rispetto dei doveri ma vanno anche riconosciuti loro una serie di diritti».
Sgomberato il campo dai problemi giuridici e burocratici – «la legge italiana non prevede il diritto di voto alle elezioni, ma non impedisce la nascita di organi di partecipazione da parte degli immigrati» chiarisce Molinari – la questione rimaneva dunque squisitamente politica.

Scontato il no della Lega – «ci sentiamo cittadini varesini e lombardi, non saremo mai cittadini del mondo e combattiamo questa globalizzazione» tuona il consigliere del Carroccio Carlo Piatti – anche le altre forze del centrodestra hanno sbarrato la strada alla mozione della minoranza. «Nelle nostre liste c’erano candidati cittadini immigrati che non sono stati eletti – afferma il capogruppo dell’Udc, Ennio Imperatore – evidentemente non è questa la strada da intraprendere: l’integrazione va ricercata in altri luoghi, come le scuole e gli oratori». Critiche nel merito sono arrivate anche da Alleanza nazionale: «Sarebbe riduttivo eleggere un solo rappresentante per tutte le diverse etnie, per di più privo di diritto di voto» spiega il capogruppo Carmine Lo Giudice. Ancora più esplicito il suo collega di Forza Italia, Aldo Colombo: «Mi sembra una proposta più di marginalizzazione che di integrazione, trovare un posticino nel cantuccio per il rappresentante degli immigrati non è un primo passo in questa direzione».

La mozione è stata quindi respinta per 22 voti a 11, per la delusione dei cittadini extracomunitari seduti tra il pubblico. Il movimento Ubuntu (“umanesimo” in un dialetto sudafricano) di Varese aveva anche distribuito un volantino per perorare la causa del consigliere aggiunto, ma il Consiglio comunale è rimasto sordo al loro appello. «Possiamo figurarci il processo di integrazione come un ponte tra due rive – si legge nel volantino – una con gli italiani e l’altra con gli immigrati. Per costruire il ponte ciascuno dovrà predisporre le fondamenta e da quelle partire verso l’altra riva fino a incontrare il lavoro dell’altro». Ieri sera, però, una delle due parti ha deciso che di gettare le fondamenta non ne vuole proprio sapere.

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Pubblicato il 24 Novembre 2006
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