“Il mercato dei sapori resterà in piazza Repubblica”
Parla l'assessore al Commercio Giordano dopo le polemiche dei giorni scorsi: "Il problema? Riportare i produttori locali"
Sembrava un appuntamento di successo, un’abitudine ormai consolidata. Invece il mercatino dei sapori, iniziativa di vendita di gastronomia fine e di prodotti dei piccoli produttori locali ormai tradizionale nel centro di Varese, ha rischiato una sospensione e si è comunque spostato dal centro storico a piazza Repubblica.
Alla perplessità su questa scelta da parte degli utenti e degli espositori, culminata in un vero e proprio "sciopero" delle bancarelle varesine, non corrisponde però sempre uguale opinione da parte dei reponsabili delle associazioni del commercio: “trovo questo spostamento un fatto positivo: il mercato dei sapori riempie uno spazio sottouilizzato come quello di piazza Repubblica che bene si presta per questo tipo di eventi – commenta Marco Parravicini fiduciario Ascom Varese – e la dislocazione degli stand mi sembrava fatta bene. La gente c’era, ha perciò compreso lo spostamento in uno spazio che viene normalmente mal utilizzato e che una volta era anche lo spazio del mercato”.
Per Ascom, quindi, lo spostamento rappresenta una razionalizzazione degli spazi, che permetterebbe al corso Matteotti di essere utilizzato più efficacemente: “Corso Matteotti potrebbe essere meglio utilizzato per manifestazioni di diverso genere, magari esposizioni, più adatte alle caratteristiche del salotto della città – continua infatti Parravicini – Potrebbe essere pensata anche una iniziativa in più punti, dove in piazza Repubblica c’è il mercatino dei sapori e in corso matteotti un altra iniziativa, così da vivificare maggiormente la città”.
Meno positiva, ma ugualmente tesa a trovare una soluzione che non "intasi"corso Matteotti è l’opinione di Cesare Lorenzini (nella foto): “Se apprezzo o no il fatto che sia stato spostato in piazza della Repubblica? Diciamo che considero un successo il fatto che il mercato non sia finito in piazzale Kennedy come inizialmente ventilato – spiega Lorenzini che, in quanto presidente di Confesercenti, è un po’ responsabile della nascita del mercatino dei sapori, ideato dai giovani ristoratori dell’associazione qualche anno fa – L’idea di piazza Repubblica ha un senso se la gente è abituata ad andarci, e se c’è comodità o gratuità di parcheggio. Capisco possano esserci problemi a mantenere la collocazioni in corso Matteotti, ma si potrebbe trovare altri modi per riportarlo in centro. Magari con una formual itinerante, o dando a ogni piazza un tema, come quello dei formaggi o dei salumi. Il fine è quello di fare un’iniziativa bella di qualità. E’ in questo modo che può essere riportata in centro”.
Ma per quale motivo il mercatino dei sapori è stato spostato? La domanda va necesariamente girata all’assessore varesino al commercio, Salvatore Giordano (nella foto): "Il mercatino è stato spostato con una decisione di Giunta, all’interno di uno schema che vedeva una riformulazione delle attività del mercato bosino e il mercatino dei sapori" comincia diplomaticamente a spiegare Giordano.
Ma poi tiene a precisare: "Non è stata però una decisione mia. Fosse stato per me sarebbe rimasto in centro. La decisione di giunta su piazza della repubblica è arrivata dopo la prima proposta di piazzale Kennedy fatta dal sindaco".
E ora?
"Ora il mercato è in piazza della Repubblica. Punto. E il lavoro da fare è quello di ripristinare il vero cuore del mercato, cioè le 30 bancarelle dei produttori locali”.
Ma, alla fine, da dove è arrivato lo stimolo a spostare il mercato dei sapori dalla sua collocazione iniziale?
“Io ho delle ipotesi in merito, ma esplicitamente non è mai stato detto – conclude Giordano – Semplicemente, è una cosa di cui si è parlato, e deciso, in Giunta. Per parte mia, io non ho raccolto istanze di nessuno e non ho promesso niente. Se qualcun altro l’ha fatto, questo è affare suo. Io mi sono impegnato per questo mercato, perchè penso che porti molto alla città di Varese. E fosse stato per me, sarebbe stato in centro e prevalentemente con prodotti locali. Magari non solo varesini, magari lombardi o insubri. Ma perlomeno, con questo tipo di logica, e non con allargamenti non giustificati ad altre merci”.
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