Le vacanze? Le passo a casa tua

La nuova pellicola di Nancy Meyers riaccende l'attenzione sull'attività di scambio case. Un'opportunità sfruttata anche a Varese, grazie a internet

Assomiglia quasi alla storia del ragazzo di città e quello di campagna, che per magia si scambiano di ruolo e trovano il bello nella vita dell’altro, e della propria. Questa è in sostanza la storia raccontata da "L’amore non va in vacanza", discreto film con cast stellare che in questi giorni ha raggiunto le sale italiane. In questo caso, però, le protagoniste non scambiano i loro ruoli per magia, ma semplicemente scambiando casa. Attraverso internet il personaggio di Kate Winslet, che vive in Inghilterra, conosce quello di Cameron Diaz, negli Stati Uniti. Le due decidono di andare a vivere una nella casa dell’altra per le vacanze natalizie.

Forse vi siete chiesti, guardando il film, se questa pratica dello scambio casa fosse reale. Ebbene sì, lo è, ed esiste da ben prima dell’avvento di internet. Probabilmente la prima società ad agevolare lo scambio casa è stata la HomeLink, nata negli Usa nel 1953. In quell’epoca non esisteva internet, e si dovevano creare liste di famiglie disposte allo scambio con la macchina da scrivere, scambiando informazioni per posta. Negli anni, la società si è evoluta, ed hanno iniziato a scambiare casa famiglie australiane, francesi, tedesche e così via. Anche famiglie italiane, e varesine persino. Nel frattempo si è sviluppata anche una fitta concorrenza, con altre agenzie come la Home Exchange.

Da diversi anni HomeLink è presente anche in Italia, e ne è responsabile Annalisa Rossi Pujatti. Dopo aver scambiato la propria casa per diversi anni, ha deciso di aiutare altre famiglie a provare questa esperienza. Conosce alla perfezione tutti i suoi iscritti, e li accompagna passo a passo nello scambio: «Sono molto chioccia, è vero», confessa, «Seguo con piacere i miei iscritti ed ho sempre dei bellissimi riscontri, sono felici di queste esperienze».

Ovviamente la paura più grande, per chi pensa allo scambio casa, consiste nel lasciare le proprie cose a degli sconosciuti. Ma in realtà non è così, secondo Pujatti: «Prima di scambiare casa le famiglie si conoscono molto più di quanto possa sembrare. Ci sono diversi contatti, si prende conoscenza, alla fine spesso si crea un rapporto di confidenza se non amicizia. Ed anche per questo si ha molto rispetto delle case degli altri, almeno quanto vorremo che gli altri ne avessero per casa nostra».

Lo scambio case è una attività ormai molto diffusa negli Usa, meno in Italia. Ma il nostro paese spopola nei cataloghi di questo tipo, e gli stranieri sembrano molto interessati ad ogni abitazione. Anche quella che noi considereremmo periferica o poco turistica: «L’Italia è tutta turistica», conferma Pujatti, «Anche una città come Cinisello Balsamo, che magari posso considerare meno interessante, è in realtà molto vicina a grandi centri naturali e artistici. Inoltre i nostri laghi sono molto gettonati, forse anche grazie alla notorietà recentemente data dalla scelta di vivere qui di George Clooney. E poi si vedono cose diverse. Quando ad esempio i turisti arrivano a casa mia, li porto a visitare luoghi che in genere non si visitano, e magari a giocare a bocce. Sono esperienze che il turista "classico" non vive».

Perché il bello dello scambio casa non sta solo nel risparmio. Vivendo la casa di qualcun altro è più facile vivere la città in modo nuovo: spesso si vive Marsiglia come dei marsigliesi, come ci ha detto una persona che l’ha provato, e si conosce realmente quella città. «Io non la considero una vacanza economica ma intelligente», ammette la responsabile, «Andando a New York ci sono dei costi di viaggio, ad esempio. Certamente si spende di meno, ma è tutta l’esperienza ad essere più ricca e completa. Ed è questo il vero motivo di ricchezza di questa opportunità».

E tutto accade in modo sempre più semplice. Dai tempi delle liste battute a macchina, ad oggi, le cose sono cambiate molto, e si sono fatte più facili. Oggi basta iscriversi via internet ad un sito come HomeLink.it e, a fronte di un’iscrizione che può variare dai 110 ai 160 euro è possibile essere inseriti in un database online di scambio case. Oltre allo scambio "perfetto" è possibile optare anche per lo scambio non simultaneo, che permette ad una famiglia di ospitarne un’altra, senza abbandonare completamente la propria abitazione. «Con l’avvento di internet abbiamo fatto un vero e proprio passo in avanti rispetto alla concorrenza», racconta la responsabile di HomeLink Italia, «Iscrivendosi si può consultare sull’archivio visitatori online un buon 97% delle iscrizioni. In genere tutti i nostri utenti sono di livello culturale medio-alto, usano molto il web, anche per rimanere in contatto».

Il meccanismo è veramente flessibile. C’è chi all’inizio scambia solo una seconda casa e chi, superati gli inevitabili timori della "prima volta", concede anche la prima abitazione. E poi si sta diffondendo anche una nuova "moda": «C’è anche un’altra possibilità che sta prendendo piede: quella di ospitare una famiglia che, successivamente, ospiterà i nostri figli. Questo è utile quando si hanno ragazzi giovani, permette alla famiglia di sentirsi più tranquilla, conoscendo a fondo la coppia che ospiterà i loro ragazzi».

Insomma, ben lontana dall’essere una stranezza, lo scambio casa è una vera e propria occasione da sperimentare, per chi vuole fare il turista in modo nuovo. Chi è curioso potrà conoscere chi è già iscritto ad un incontro che si terrà sabato 26 e domenica 27 al castello di San Pelagio. Qui tutti i dettagli.

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Pubblicato il 25 Febbraio 2007
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