Area delle Nord, il progetto Botta c’è ma non si vede
Visionato solo da pochi consiglieri per ragioni di riservatezza, il progetto doveva essere al centro della discussione in commissione ambiente e territorio
Il progetto di Mario Botta per l’area delle Nord permane un mistero per i comuni mortali, ma comincia a svelarsi agli eletti del consiglio comunale. Giovedì è stato mostrato ai componenti della commissione ambiente e territorio, prima della riunione della commissione medesima – che doveva discutere fra l’altro due interrogazioni, una a firma di Audio Porfidio, l’altra presentata dall’Ulivo, mirate proprio a conoscere il risultato del lavoro del celebre architetto ticinese.
Se la bozza di progetto, nel commento di chi la ha visionata, sembra di eccellente qualità e degna della fama di cotanto (e ben pagato) professionista, la riunione di commissione seguita è andata a carte quarantotto quando, per la terza volta in pochi giorni, come riferiva un consigliere, sono mancati gli allegati all’ordine del giorno con i testi completi delle interrogazioni da affrontare. Porfidio, dopo una sfuriata delle sue, ha abbandonato la riunione. In seguito, alla mano l’allegato al regolamento comunale relativo al funzionamento delle commissioni, dichiarerà che l’articolo 3 punto 2 chiarisce come in questo caso si applichino le stesse regole del consiglio: i testi dei punti da discutere ci devono essere, altrimenti non si procede. «Il presidente della commissione dovrebbe conoscere i regolamenti, invece di darmi del rompiscatole» dirà alla stampa. «Non rompo certo le scatole per il gusto di farlo, ma perchè mi si metta nelle condizioni di rispettare il mandato di controllo dell’attività del Comune che gli elettori mi hanno affidato».
Tra parentesi Porfidio, giunto da Varese dopo le 18 per impegni di lavoro, non aveva potuto visionare la bozza di progetto – il che non deve aver giovato al suo umore, già piuttosto suscettibile. Quanto al progetto stesso, per ora in forma di disegno di massima da perfezionare se i consiglieri lo vorranno, viene mantenuto "nel cassetto" per ragioni di riservatezza, come spiega il vicesindaco Giampiero Reguzzoni: in pratica si tratta di evitare possibili speculazioni su un’area che avrebbe già visto un certo movimento di terreni, anche in assenza di certezze. Il momento è delicato: la Regione sta per rivedere il Piano d’Area Malpensa, che prevedeva l’area ex Ferrovie Nord di Busto come centro direzionale, e il progetto Botta, se come probabile incontrerà il gradimento dei consiglieri, andrà eventualmente inquadrato attentamente con la nuova programmazione di area vasta, i piani integrati di intervento e il futuro Piano di Governo del Territorio. Insomma, sarà una lunga storia.
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