Crisi chiusa, battaglia aperta sulle municipalizzate

Lega e la sezione varesina di Forza Italia, contro i forzisti gallaratesi e l'Udc. E l'Ulivo sta alla finestra

Non vi è sembrato di essere tornati alla prima Repubblica? "Prima Repubblica? Magari fosse così, era molto meglio".
Sentire un leghista che loda la prima Repubblica è una rarità. Eppure succede anche questo, a notte fonda, dopo una crisi di maggioranza estenuante e fondata sui giochi di parole.
Il sindaco Fontana è visibilmente stanco, ha subito la trattativa dei partiti con insofferenza e anche la fiducia finale ottenuta non lo mette al riparo dagli ostacoli che d’ora in poi potrà trovare sulla sua strada. "E’ stato solo l’inizio" sussurra un esponente leghista tra i corridoi "qualcuno ha voluto fare la voce grossa sul nulla, ma quando si comincerà a discutere di cose sostanziali allora aspettiamoci di tutto".
La fine della crisi di giunta, per diversi esponenti della maggioranza, viene interpretata come la fine del primo round. Il documento finale che ribadisce la fiducia al sindaco e che riconosce all’Udc il fatto di aver sollevato questioni fondate, dice chiaramente che siamo ancora alla premessa e che adesso si dovrà discutere seriamente del comparto economico pubblico. Strategie, appalti e ovviamente poltrone, come nella prima Repubblica. Sullo sfondo c’è una ridefinzione provinciale di grandi società pubbliche: la aggregazione degli acquedotti, la creazione di grandi società di gas e rifiuti: mini-colossi industriali che saranno inevitabilmente gestiti dalle segreterie dei partiti.
La Lega ritiene di essere uscita dalla crisi senza aver ceduto nulla delle proprie posizioni acquisite. Alleanza nazionale può rivendicare un ruolo di collante della maggioranza. L’Udc è soddisfatta per aver ottenuto il riconoscimento di aver sollevato questioni fondate sulla trasparenza. Forza Italia viene invece tirata per la giacchetta.
"L’accordo è stato trovato anche grazie all’intervento determinante di Raffaele Cattaneo" dice il sindaco Fontana a fine serata. "Abbiamo molto apprezzato l’intervento di Nino Caianiello" afferma invece il portavoce dell’Udc Christian Campoitti. Due papi, chiamati a benedire l’accordo, due anime diverse del partito, Cattaneo chiamato dalla Lega, Caianiello evocato dall’Udc. La Lega e il coordinatore cittadino Giampaolo Ermolli di Forza Italia da una parte, l’Udc e il commissario vicario provinciale di Forza Italia Nino Caianiello dall’altra; gli esponenti varesini di Forza Italia, contro i gallaratesi.
I varesini sono molto arrabbiati, e nei corridoi dicono che i gallaratesi non hanno avuto alcun mandato, da Milano, per gestire la crisi. Le affermazioni ufficiali sembrano dare ragione ai varesini. In chiusura, i responsabili provinciali, Caianiello, Rizzi e Ferrazzi confermano che le segreterie provinciali hanno solo fatto da garanti, ma l’accordo è stato raggiunto a livello cittadino.
Ma il vero scontro è destinato a continuare ed è proprio sulle municipalizzate. I gallaratesi di Forza Italia puntano all’aggregazione delle società pubbliche. I varesini temono che poi comandino solo i gallaratesi. La Lega sta con i berlusconiani del capoluogo e non è un mistero che se l’Udc  fosse uscita dalla giunta, il centrosinistra, su Aspem e affini, sarebbe stata disposta a votare insieme alla Lega, contro le mire della corrente forzista gallaratese. E guarda caso, nell’ordine del giorno della riunione di giunta di mercoledì, c’era proprio l’indirizzo futuro di Aspem, la municipalizzate che si deve alleare con qualcuno, ma che la Lega e Forza Italia di rito varesino,  non vogliono portare a Gallarate.

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Pubblicato il 22 Marzo 2007
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