I misteri di Giove svelati dal Gat
Lunedì 19 marzo una conferenza scientifica di Cesare Guaita, preceduta da una proiezione delle immagini più belle della "luna rossa"
Appuntamento con i misteri di Giove e le nuove importanti scoperte effettuate dalla sonda New Horizon, cui sarà dedicata la conferenza del Gruppo astronomico tradatese, intitolata "Nuovi orizzonti sul Pianeta Giove" in programma lunedì 19 marzo (ore 21, al Cine Teatro Grassi).
Sarà il dottor Cesare Guaita (nella foto), presidente del Gat, ad illustrare le grandi novità acquisite alle 6,43 dello scorso 28 febbraio, quando la sonda New Horizons (NH) è passata con successo a soli 2,4 milioni di km da Giove, ricevendone una spinta gravitazionale supplementare che le permetterà di arrivare a Plutone in soli 9 anni, precisamente il 14 luglio 2015.
«Mai e poi mai, NH avrebbe potuto raggiungere con i suoi mezzi il lontanissimo pianeta di ghiaccio – spiega Guaita – da qui un’idea geniale e vincente: quella di lanciare New Horizons in un momento strategico (precisamente il 19 gennaio 2006) che le permettesse di sfiorare Giove da minima distanza, e di sfruttarne la gravità per aumentare di ben 14.000 km/h la sua velocità».
Dotata di strumentazioni di altissima tecnologia, NH ne ha approfittato per un’approfondita disamina dello stato attuale del gigante gassoso. Ne sono uscite ben 700 osservazioni scientifiche del pianeta, dei suoi anelli di polvere e dei suoi satelliti principali. Nessuna missione, nei precedenti 25 anni aveva fatto di meglio. Per quanto riguarda il pianeta, davvero impressionanti sono le immagini ravvicinate con cui la camera Lorri ( Long Range Reconnaissance Imager) ha immortalato un secondo ciclone rosso, grande la metà della famosa Macchia Rossa (e per questo denominata Junior) che si formò improvvisamente una decina di anni fa per fusione di tre cicloni chiari minori, e che solo nel Febbraio di un anno fa acquisì, per ragioni misteriose, l’ attuale colorazione rosso-arancio.
Altro osservato speciale è stato il sistema di anelli di polvere che avvolge Giove e che sembra prodotto dalla lenta disgregazione meteorica di alcuni piccoli satelliti orbitanti all’interno degli anelli stessi. Altro obiettivo primario di New Horizons è stato il satellite Io ed i suoi vulcani. Davvero impressionanti, a questo riguardo, alcune immagini a lunga posa nelle quali dal bordo del rovente satellite si staccano immensi ombrelli di materiale vulcanico: tra questi quello del vulcano Tvashtar, con i suoi 400 km di altezza, non ha davvero uguali in tutto il Sistema Solare.
«Chi visiterà la mostra sui pianeti di via Mameli domenica 18 marzo, potrà non solo già vedere queste nuove immagini ma anche assistere (alle 16) ad una dimostrazione sul modo di comunicare nello spazio delle sonde planetarie – conclude Guaita – Inoltre, la conferenza di lunedì 19 marzo sarà preceduta da un ghiotto "fuori programma" relativo alle migliori immagini della "luna rossa" realizzate dal Gat nel corso dell’eclissi di sabato 3 marzo».
Per gli appassionati l’ennesima serata da non perdere.
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