Piromani in azione al Parco Pineta
Diversi i focolai accesi. Incendio controllato da numerose squadre di pompieri, vigili e protezione civile. Testimoni parlano di petardi gettati da un'auto
Fiamme nel cuore del Parco Pineta. Sicuramente l’incendio, acceso in almeno cinque focolai, è di origine dolosa. Alcuni testimoni infatti hanno visto gettare da un’auto in corsa quelli che sembravano essere petardi.
Le prime fiamme sono divampate nel pomeriggio di giovedì 22 marzo, nell’area boschiva che costeggia la strada che da Tradate porta ad Appiano Gentile, in località Villafranca e, all’interno del bosco, verso la località dello stagno conosciuto come "Roncamocc".
Sul posto sono subito intervenuti i volontari della Protezione Civile di Tradate e i vigili del fuoco di Appiano Gentile, che coordinano le operazioni.
Poi in serata sono emersi altri focolai, poco distanti, e il lavoro di contenimento delle fiamme ha richiesto l’intervento massiccio delle squadre dei vigili del fuoco di Varese e Como, oltre agli agenti del Corpo Forestale. Sul posto anche gli uomini della Polizia Locale e i Carabinieri della Tenenza di Tradate, i quali stanno setacciando tutta la zona alla caccia della vettura dei piromani.
Le fiamme, alimentate dal vento e dal sottobosco particolarmente asciutto, si sono estese su diversi fronti, arrivando anche ad una distanza di 700-800 metri da alcune abitazioni.
Le operazioni di spegnimento andranno avanti tutta la notte. Purtroppo, a causa del soopraggiungere del buio, si potranno solo effettuare operazioni di contenimento delle fiamme. «La situazione per ora è sotto controllo, grazie anche all’intervento dei volontari – spiega Mario Clerici, presidente del Parco Pineta – Venerdì mattina si procederà con lo spegnimento completo delle fiamme, sperando che questi piromani non colpiscano ancora».
Sul posto anche il sindaco Stefano Candiani: «È assurda una cosa del genere, abbiamo un patrimonio naturale da difendere ed è inaccettabile che accadano queste cose». Si esclude vi possano essere finalità speculative in quanto accaduto: «Il Parco rimarrà sempre parco – chiosa deciso Clerici – non si può costruire nulla, ne ora ne mai».
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