“Tasse, il comune colpisce i più deboli”

Sindacati sul piede di guerra contro aumento Irpef e nidi troppo cari. Sotto accusa il "buco" della giunta Fumagalli

Il comune annuncia di voler aumentare l’Irpef e non abbassa le tariffe dei nidi, i sindacati si ribellano e parlano di aumento iniquo e scelte sbagliate. E’ un posizione molto dura quella di Cgil Cisl Uil, una presa di posizione che mette sotto accusa le linee guida del bilancio di palazzo estense, che dovrà essere approvato entro la fine di marzo.
Qual è la posizione dei sindacati? Primo, si alza l’Irpef, che colpisce redditi fissi (lavoratori e pensionati) ma non si toccano i più abbienti che hanno le case sfitte e le seconde case. Secondo: i fondi statali per la spesa sociale mettono in circolo più soldi ma il comune non ha dati finora segno di volerne approfittare abbassando ad esempio le tariffe degli asili nidi. Terzo: é scorretto attaccare la finanziaria perché il governo dà al comune, quest’anno, la stessa cifra dell’anno scorso (circa 14 milioni di euro). Quarto: si alza l’Irpef per ripianare il buco allargato dalla precedente amministrazione (che aveva lo stesso colore politico), è quindi ingiusto che ora paghino i cittadini, lavoratori dipendenti e pensionati. Da qui la rottura e la protesta. Giovedì 8 marzo i sindacalisti saranno tra il pubblico del consiglio comunale. Si prevedono altre iniziative rivolte ai cittadini, se l’amministrazione, dicono i sindacati, non considererà una distribuzione più equa dei sacrifici.  

Flavio Nossa, della segreteria provinciale Cgil, la spiega così: "Abbiamo avuto due incontri con l’assessore al bilancio Grassia e abbiamo criticato la scelta di aumentare l’Irpef dallo 0,4% allo 0,7%. Nel primo incontro, dove tra l
‘altro non ci sono stati forniti dati, ci è stato detto che era una scelta dettata dalla diminuzione dei trasferimenti statali. Questo non è vero, perché i trasferimenti rimangono praticamente inalterati, come è stato poi chiarito nel successivo incontro". E allora perché gli aumenti? "La risposta che ci è stata data – dice Nossa – è questa: il mancato controllo di gestione delle precedente amministrazione".

Secondo Carmela Tascone, segretario provinciale della Cisl, le alternative c’erano: "Non si può dire che gli aumenti delle tasse sono colpa del governo – sottolinea – bisogna invece ricordare che la scelta di aumentare l’Irpef colpisce i redditi fissi da lavoro, mentre secondo noi c’erano margini per altre soluzioni. Per esempio un aumento dell’Ici sulla seconda casa o una maggiore tassazione sulle case sfitte: il gettito, tra l’altro, sarebbe stato maggiore. Non hanno nemmeno voluto considerare una esenzione per le fasce di reddito sotto i 15mila euro. Quanto ai servizi individuali, chiedevamo, ad esempio, l’abbassamento delle tariffe dei nidi, che sono altissime".

Flavio Nossa spiega poi come si è arrivati alla rottura: "A fronte di queste richieste l’assessore Grassia ci ha risposto che l’aumento dell’Irpef è una scelta politica che non si può mettere in discussione" e ricorda che in diversi altri comuni l’aumento dell’Irpfer è stato invece scongiurato. "E’ una posizione immotivata e pericolosa – rincara Nossa – perché può fare da battistrada ad altri, visto che si tratta del capoluogo. La nostra è una scelta sofferta – continua – ma se siamo arrivati alla rottura è perché abbiamo verificato che non ci sono più margini di trattativa".

La protesta accomuna anche le organizzazioni dei pensionati dei tre sindacati maggiori. La posizione sindacale è stata illustrata in una conferenza stampa e viene sostenuta dai rappresentanti Flavio Nossa (segreteria Cgil), Carmela Tascone (Segretario provinciale Cisl), Gabriele Dell’Utri (segretario confederale Uil provinciale), Paolo Barboni (segretario provinciale Spi Cgil), Alessandra Fragassi (segretario provinciale Fnp Cisl), Gabriele Dell’Utri (segretario provinciale Uilp Uil provinciale).

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Pubblicato il 05 Marzo 2007
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