«Strutture adeguate per un rilancio economico del territorio»

Istituzioni e Società di trasporti a confronto nel tendone di Piazza Monte Grappa per una mobilità “insubrica” più efficiente e moderna

Un sistema integrato di aeroporti e mezzi di trasporto per avvicinare persone e imprese dell’Insubria che produce e lavora. Un progetto che riesca ad ottenere qualche appoggio anche nei palazzi della politica romana, forse non sufficientemente attenti alle potenzialità, economiche e sociali che un’efficiente rete di collegamenti fra Piemonte, Lombardia, Canton Ticino ed Europa potrebbero avere per l’intero Paese.
Sono le interessanti richieste emerse dai partecipanti alla Tavola rotonda “Verso un sistema degli aeroporti e dei trasporti in Insubria?” presentata questa mattina, sabato 9 giugno, presso la tensostruttra di Piazza Monte Grappa e nell’ambito del Festival promosso dall’Associazione Terra Insubre.

Un tavolo cui hanno aderito i più importanti nomi delle Istituzioni e delle Società “insubriche” quotidianamente al lavoro su tematiche afferenti il panorama della mobilità di merci e  persone, fra cui, oltre ai sindaci di Novara e Lugano e ai rappresentanti di imprese e associazioni di logistica e trasporti, il Presidente di Sea Malpensa Giuseppe Bonomi, il deputato leghista e membro della Commissione Trasporti della Camera Andrea Gibelli, il Consigliere di Stato del Canton Ticino Marco Borradori, i presidenti di LeNORD S.r.l. e Ferrovienord Antonio Colombo e Vittorio Belingardi.  
“Mai come nel recente passato – ha commentato Bonomi – appare oggi necessario colmare il gap fra come Malpensa e gli aeroporti lombardi vengono percepiti e come realmente lavorano e sono. A Malpensa abbiamo risposto in maniera egregia ai picchi di traffico delle ultime festività dei mesi di aprile e maggio, e abbiamo stimato un 26% di crescita complessiva dell’aeroporto nei primi 4 mesi del 2007. Dati che si accompagnano a un sempre crescente aumento della domanda di  mobilità e che dovranno necessariamente portare, nel volgere di pochi anni, ad una politica di investimenti di gran lunga superiore a quella sino ad oggi condotta”.

A Malpensa, solo per il 2006, sono state circa 420.000 le tonnellate di merci gestite, a fronte delle 600.000 di tutto il nord Italia e di una domanda complessiva che si è aggirata attorno a 1.500.000 tonnellate. “La grande differenza esistente fra domanda di mobilità di merci attualmente esistente e l’offerta di gestione che gli aeroporti lombardi sono in grado di offrire – ha commentato Bonomi – non è altro che un ulteriore indicatore dell’indirizzo che le politiche future dovranno prendere: più investimenti per creare un sistema aeroportuale insubrico – e dunque che comprenda sì gli aeroporti del Nord Italia, ma anche quelli del vicino Canton Ticino – , e questo grazie ad un miglioramento delle infrastrutture interne ai singoli aeroporti, ma anche e soprattutto attraverso un potenziamento dei collegamenti via ferro al momento esistenti”.

Analogo appello, per una rete infrastrutturale di mobilità adeguata, anche dai sindaci di Lugano e Novara, dichiaratisi disposti a mettere da parte individualismi e visioni localistiche a fronte di un progetto sufficientemente ampio e condiviso. E poi la significativa richiesta di Marco Borradori a nome del Consiglio di Stato del Canton Ticino, impegnato in prima linea nella realizzazione e nel finanziamento (interamente a carico elvetico) delle nuove trasversali alpine fra cui il nuovo tunnel del Gottardo, presumibilmente agibile nel 2017. “Il Canton Ticino sta spendendo denaro, energia e passione per la realizzazione di questi progetti – ha commentato Borradori – che potranno tuttavia realizzarsi solo se vedremo un effettivo interessamento anche da parte italiana. Ne è un esempio la Pedemontana: la Confederazione Svizzera ha già pronto un progetto per il ramo Stabio est-Gaggiolo, secondo il quale si potrà tuttavia procedere solo a patto di una comune collaborazione fra i due Stati”.

Quale, dunque, il futuro dei trasporti insubrici? Sicuramente migliore, come hanno ribadito anche i rappresentanti di Ferrovie Nord, snocciolando dati e previsioni di crescita che tutti si augurano. E, forse, con un occhio di maggior riguardo da parte del ministro Di Pietro. “Perché per rilanciare davvero il nostro territorio – ha concluso il deputato leghista Gibelli – occorrono flussi di cassa certi, e non continui passaggi a partire da un ingessato sistema centralistico.Ogni anno il 70% dei biglietti aerei viene venduto nel Nord Italia: non sarà forse il caso, allora, di destinare alle nostre strutture almeno qualche centesimo di euro in più?” 

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Pubblicato il 09 Giugno 2007
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