Cosa ci preoccupa? Il terrorismo, ma anche l’ambiente

Un rapporto del CCR bacchetta gli utenti e spiega come risparmiare energia usando meglio gli elettrodomestici

Terrorismo e tutela dell’ambiente: cosa hanno in comune? La preoccupazione dei cittadini dell’Unione Europea. Un recente sondaggio Eurobarometro ha infatti messo in evidenza che la tutela dell´ambiente è seconda soltanto al terrorismo nella classifica dei problemi che i cittadini ritengono sia meglio affrontare a livello di UE. Alla loro preoccupazione, si affianca quella dell’UE che negli ultimi anni ha adottato con successo vari provvedimenti. Dalle informazioni sui consumi ai requisiti minimi di efficienza,  dagli accordi volontari agli incentivi e obblighi di risparmio, tutti finalizzati a limitare il consumo di energia e le emissioni di CO2 associate. Fra i più recenti, un piano d’azione per l’efficienza energetica presentato nel novembre del 2006. L’obiettivo è quello di risparmiare il 20 per cento di energia rispetto ai consumi attuali entro il 2020.

La domanda però a questo punto sorge spontanea. Questo impegno e queste misure, hanno effetti reali e positivi? Secondo il CCR (Centro comune di ricerca) di Ispra, sì.
Nel suo rapporto appena realizzato, il CCR dimostra che queste politiche hanno cambiato in meglio il volto del mercato degli elettrodomestici per quanto riguarda un uso più efficiente dell´energia, soprattutto per i cosiddetti "prodotti bianchi" come i frigoriferi, le lavatrici e le lavastoviglie. Il rapporto sottolinea però che il consumo di elettricità nell´UE a venticinque continua a crescere in tutti i settori (residenziale, terziario e industriale).

Ma quali sono i fattori che fanno crescere la domanda di elettricità negli Stati membri dell´UE? Uno è l´uso diffuso di elettrodomestici tradizionali come le lavastoviglie, gli asciugabiancheria, i condizionatori e i computer. A questo si affianca l´introduzione dell´elettronica di consumo e delle apparecchiature legate alle tecnologie dell´informazione e della comunicazione come i decoder, i lettori DVD, le apparecchiature a banda larga e i telefoni senza filo. Altre cause importanti da ricordare sono la presenza sempre più diffusa di due o tre apparecchiature dello stesso tipo nelle case, soprattutto televisori e frigoriferi/surgelatori e il generale aumento delle abitazioni monofamiliari e delle case e appartamenti di dimensioni più grandi.

Ma la “buona notizia” che emerge da questi dati, è che il settore che oggi registra il maggior aumento dei consumi potrebbe anche essere quello più facile da gestire. L´abitudine sempre più diffusa di lasciare le apparecchiature elettroniche domestiche in modalità stand-by incide molto sui consumi di energia elettrica di una famiglia. Le nuove tecnologie permettono però oggi ai fabbricanti di produrre modelli con perdite di stand-by minime. Secondo il rapporto, dei semplici cambiamenti nel modo di utilizzare gli elettrodomestici possono produrre importanti risparmi di energia. I ricercatori hanno evidenziato, ad esempio, che quando in una casa un apparecchio è sostituito con uno più nuovo, il vecchio è ancora spesso trasferito in un´altra zona della casa invece di essere sostituito e così contribuisce all’aumento dei consumi elettrici. Insomma, per il CCR ci sono alcune cose da mandare definitivamente in pensione. Fra queste, le lampadine a incandescenza, una tecnologia relativamente antiquata che risale al diciannovesimo secolo e spreca il 95 per cento dell´elettricità utilizzata per produrre luce. Questo è un altro campo nel quale la moderna tecnologia può dare un contributo per consumare energia in maniera più efficiente. Già pronte per sostituirle, ci sono alcune tecnologie nuove e molto efficienti, come le lampade fluorescenti compatte (CFL) e i più recenti diodi emettitori di luce (LED), che si stanno rapidamente diffondendo sul mercato.

Il rapporto integrale è consultabile al seguente indirizzo:

http://ies.jrc.ec.europa.eu

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Pubblicato il 18 Luglio 2007
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