Riprende la stagione invernale degli oratori
Domenica 30 settembre grande festa per la ripresa dell’attività invernale. Torna in campo l'ORMA (oratorio Masnago)con le squadre di Basket, calcio e pallavolo
Domenica 30 settembre riprende l’attività invernale degli oratori. In tutte le parrocchie si svolge la festa di apertura, che assume forme multicolori. Torna in campo l’Or.ma. (Oratorio Masnago) con le squadre di pallavolo, calcio e basket. Il suo Presidente, Massimo Redaelli afferma: «In realtà si può affermare che non abbiamo interrotto le attività se non per la breve pausa di agosto. Ad esempio, nel settore della pallavolo con lo stage intitolato arte scienza, magìe del secondo tocco, l’oratorio è stato aperto a tutti coloro che avessero voluto approfondire il fondamentale del palleggio».
Dunque voi che partecipate ai tornei del CSI non trascurate la tecnica.
«Assolutamente. La tecnica per noi non è solo al servizio della tattica, come recita il titolo del prossimo corso, ma soprattutto è un mezzo per conoscersi e tendere sempre più al miglioramento di se stessi».
Cosa è necessario per iscriversi?
«La quota annuale è accessibile. In particolare veniamo incontro alle necessità delle famiglie e dei non abbienti. Non dimentichiamo che l’oratorio è un luogo di accoglienza e socializzazione per tutti»
Il programma di domenica?
«In mattinata la Celebrazione Eucaristica, quindi nel pomeriggio torneo di calcio e maratona di pallavolo genitori-figli».
Anche l’Oratorio di Casbeno ha programmato la sua festa per domenica 30, con le fasi seguenti: 10.30 “sul sagrato della chiesa per l’annuncio dello slogan oratoriano”; 11.00 “attorno all’altare come grande famiglia”; 12.30 pranzo in Oratorio “tutti attorno alla mensa per fare festa!”; ore 14,30 “insieme per divertirci – giochi organizzati”.
Gli oratori, dunque, si ripropongono come punto di riferimento per tutta la comunità. A fronte di allarmi per i fenomeni di devianza giovanile come la microcriminalità e la tossicodipendenza, gli oratori progettano e realizzano modelli concreti di educazione, di cui si sente sempre più la necessità. In più si caratterizzano per l’accessibilità alle strutture e l’attenzione ai bisogni primari della persona umana. A questo punto occorrerebbe che tutte le agenzie educative operanti sul territorio stringessero un patto operativo al fine di porsi come alternativa credibile (ed è già concetto intrinsecamente paradossale) alle logiche dello sballo
o del mero consumismo. Non è ancora tramontato lo slogan: “Nessuno può fare educazione da solo”.
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