Cimberio, un’altra recita finita malissimo

Milano-Varese 78-72. Non bastano 14 punti di vantaggio a 10' dalla fine per vincere il derby. Squadra e panchina in confusione completa, pubblico incredulo. Tensione per le notizie da Arezzo

Varese non riesce a vincere nemmeno a Milano, e ci voleva una vera e propria impresa all’incontrario, questa volta, per non portare a casa i due punti. Già, perché la squadra di Mrsic aveva costruito il successo che pareva cosa fatta e meritata allo squillo dell’ultima sirena, con Milano recatasi in panchina con gli occhi spenti e la testa basta. E invece la Cimberio, sempre più fantasiosa nelle trovate di autolesionismo, è riuscita ancora una volta a stupire alla rovescia: avanti di 14 al 30’ non segna più un punto fino a un libero di Galanda quando mancano meno di 3’ alla fine. Nel frattempo l’AJ quasi tutta italiana aveva rimontato nel punteggio: attenzione, non un recupero di quelli travolgenti che lasciano di sasso i fuggitivi bensì una rimonta onesta, con tanti errori ma con almeno voglia di fare e scelte logiche. Quelle che non abitano nella testa né dei giocatori né dei tecnici di Varese, incapaci di capire e – di conseguenza – fermare quel che succede in campo.
Milano fa così suoi i due punti, lascia la Cimberio sempre più inchiodata in fondo classifica e conclude una partita dove a lungo gli animi sono stati tesi anche per le pessime notizie provenienti da Arezzo che hanno suscitato una vibrata protesta da parte di un gruppo di ultras delle due squadre.

COLPO D’OCCHIO – Solo pochi mesi fa, era maggio, l’atmosfera delle sfide playoff era completamente diversa. Oggi al Forum ci sono solo i duri e puri della palla a spicchi, quelli che se ne fregano del mezzogiorno e della televisione. Spalti con larghe chiazze vuote, poco calore nonostante la bella coreografia della curva di casa e nonostante le corde vocali dei ragazzi della Gioventù Biancorossa.

PALLA A DUE – Veljko Mrsic ha accanto tutti i suoi giocatori, nonostante le condizioni poco brillanti dei vari Galanda, Hafnar (che ha chiesto di non giocare, quasi una resa), Passera e soprattutto Capin. Il play sloveno ha la gamba sinistra completamente fasciata, ma è della partita. Dall’altra parte Gallinari è completamente recuperato e inizia titolare come l’altro spauracchio per la difesa biancorossa, Watson.

LA PARTITASi parte e c’è subito un antisportivo a Bulleri, interpretazione di una regola rivedibile. Di canestri però se ne vedono pochissimi, quasi a rimarcare le difficoltà delle due squadre. Sono i canestri di Gek e Passera a segnare il +4 ma al Forum arriva la notzia del tifoso morto ad Arezzo. Gli ultras ritirano gli striscioni, ci sono cori contro la Polizia mentre in campo Milano gioca un pizzico meglio tanto da chiudere avanti il primo quarto 16-12.
Ancora Galanda argina il break Aj ma l’Olimpia è più in palla, guadagna il +7 e costringe Mrsic a rimettere in campo Beck sperando in qualche invenzione. Caja toglie Bulleri al terzo fallo, Varese ripropone Melvin del tutto fuori dai giochi. La Cimberio rosicchia con qualche libero sfruttando anche alcuni falli a favore di un’Armani nervosa e una tripla di Capin che riapre la gara 28-30. Il sorpasso arriva ancora da Galanda, tripla dall’angolo fotocopiata da Fernandez e Babrauskas per il 37-32 varesino (16-2 il parziale) che è anche il risultato all’intervallo.

Si torna in campo in un clima teso per quel che avviene tra tribuna e parterre. Vicino al bordo campo una quarantina di ultras di ambo le fazioni chiedono la sospensione della gara. In campo però la Cimberio trova altre tre canestri pesanti in tre minuti e fugge a +12, 48-36, costringendo Caja al timeout. Babrauskas si piglia un tecnico nella bagarre ma Capin è implacabile dall’arco. Milano, sul -14, replica con Bulleri ma Passera risponde da par suo così come Babrauskas che infila il 57-41. Gallinari inventa un gran canestro che arresta la discesa libera di Varese e dà un po’ di coraggio a Milano. Il lituano della Cimberio inventa l’entrata del 63-47, poi Galanda insegna piede perno e il solito Gallinari sulla sirena schiaccia (51-65).

IL FINALE – Al rientro sul parquet la Cimberio inizia a costruire il disastro perfetto gettando una serie infinita di possessi offensivi con attacchi lenti e brutte scelte. In un Forum che torna a scaldarsi arrivano i punti di Bulleri per un inatteso -5. Un fallo in attacco contro Fernandez consegna a Vukcevic il -3. Mrsic a questo punto rimette un Melvin assolutamente impresentabile, dimenticando in panca Beck che avrebbe forse potuto inventare qualcosa in attaco. Milano si autolimita fallendo tre tentativi facili di sorpasso ma la Cimberio non ne azzecca più una con Capin e Passera in confusione completa. A 3’23” dal termine altro pasticcio (Galanda) e contropiede di Gallinari con schiacciata del sorpasso. A -2’53” Galanda dalla lunetta realizza un libero che è il primo punto di Varese nel periodo, ma Aradori da tre punti segna il 70-66. Si entra nell’ultimo minuto con Babrauskas che prova a mettere un pezza con la terza tripla di giornata, ma dall’altra parte Bulleri mette praticamente fine al derby con un canestro pesante. Finisce tra l’incredulità dei tifosi: quelli di casa mai avrebbero pensato di vincere, quelli ospiti – ahinoi – non credono ai loro occhi per l’incredibile sconfitta. Pazzesca davvero, come pazzesca fu quella di Roma praticamente identica. E hai voglia, oggi, a pensare, che l’arrivo di Skelin e di chiunque altro possano realmente cambiare le cose.

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Pubblicato il 11 Novembre 2007
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