Cresce il trekking a cavallo in Italia
Sono oltre 50 mila gli italiani, soprattutto uomini ultraquarantenni, che utilizzano il cavallo come compagno di viaggio. I dati forniti alla fiera del cavallo
Sono oltre 50 mila gli italiani che utilizzano il cavallo come compagno di viaggio, con cui amano esplorare la natura, trascorrendo una o più notti in strutture agrituristiche.
Sono soprattutto maschi, professionisti, tra i 40 e i 55 anni. E’ questo l’identikit del turista equestre per eccellenza. Ovvero colui – come almeno altre 50mila persone in Italia – che ama viaggiare in groppa a un cavallo, trascorrendo almeno una notte fuori dalla propria residenza, in genere in agriturismo. Sempre più persone, dunque, soprattutto uomini, ultraquarantenni e professionisti, contribuiscono ad alimentare il settore del turismo equestre, che ha ancora grandi potenzialità soprattutto nel Sud Italia. I dati del fenomeno sono stati presentati a Veronafiere, alla fiera del cavallo, nel corso del convegno organizzato dall’Inste (Istituto nazionale per gli studi sul turismo equestre) dal titolo: «I nuovi orizzonti dell’equitazione italiana: agonismo – turismo equestre – promozione –allevamento – qualità».
Il rapporto sul Turismo Equestre elaborato nel 2004 ci dice che le amazzoni rappresentano solo il 35% (comunque in crescita rispetto al 30% del 2004). Quanto all’attività esercitata, il 27% è imprenditore, il 18% professionista, una stessa percentuale lavora autonomamente. Altrettanti sono gli impiegati, mentre i pensionati rappresentano il 15% e gli studenti solo il 4%.
Il turismo equestre è sempre più forte nel Centro Italia (il 45% delle strutture collegate al turismo equestre è situato tra Toscana, Umbria, Abruzzo, Lazio ed Emilia Romagna), tanto che questa macro-regione si presenta come un’intera ippovia. Ed è dunque da qui che proviene il maggior numero di appassionati di questa disciplina, dato che, secondo la relazione, il 72% viaggia nella propria regione, quasi nessuno, invece, all’estero.
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale delle strutture dove si pratica turismo equestre, seguono il Nord Italia (25%) e il Sud (19%). Fanalino di coda le isole (11%).
Il turismo equestre conferma la sua caratteristica di turismo «lento», dato che, come di legge nel rapporto, i viaggi organizzati durano prevalentemente tre giorni (nel 90% dei casi), e di turismo «di gruppo», che coinvolge nel 73% dei casi tra i 5 e i 10 partecipanti per ogni viaggio. Nella quasi totalità dei casi è la struttura (per il 65% agriturismi, per il 22% centri di turismo equestre e per il 13% centri ippici) a mettere a disposizione il cavallo.
E’ l’estate, in assoluto, la stagione deputata al turismo in sella: è da giugno a settembre, infatti che si svolge il 51% dei viaggi. Seguono la primavera (18%), mentre a sorpresa l’inverno (16%) precede, anche se di poco, l’autunno (15% dei viaggi).
La base per incrementare il settore del turismo equestre, sulla base di strutture ricettive più organizzate e cartografie più aggiornate, restano le passeggiate a cavallo, i cui appassionati praticanti sono quasi 250mila.
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