«Sono andata a Genova per rendere omaggio alla democrazia»

Quanto è costato tornare a manifestare nei luoghi del G8? La risposta di Enrica Bartesaghi, presidente del Comitato Verità e Giustizia

Quanto è costato il corteo del G8 di sabato 17 novembre? Pare se lo siano chiesti in consiglio comunale a Genova e la risposta sia arrivata:  72 mila e 300 euro. Questo è quanto è stato speso per vigilanza, lavori straordinari per sicurezza e per la pulizia della città prima, durante e dopo il corteo no global di sabato scorso. «Un investimento per la democrazia», ha dichiarato il sindaco Marta Vincenzi in risposta a un’interrogazione della minoranza in consiglio Comunale. Dei 72mila euro spesi, oltre 50mila sono andati all’Amiu per lo spostamento dei cassonetti, la pulizia stradale e la rimozione dei graffiti. L’opposizione paventava una spesa complessiva di 200mila euro.
E dopo questo intervento è arrivata anche la riflessione del presidente di
Verità e Giustizia, Enrica Bartesaghi; il comitato è da oltre cinque anni impegnato nell’informare su quanto è avvenuto al G8 nel 2001 e sulla tutela delle persone coinvolte nei processi.
Questo l’intervento di Enrica Bartesaghi:
«Escludendo le spese vive per raggiungere e ripartire da Genova, il pernottamento e la cena del venerdì (gratis a casa di simpatici e GENEROSI amici genovesi, ebbene sì ce ne sono e sono molti), ho speso:
quattro ore della mia vita (durante la manifestazione) con l’angoscia che succedesse qualcosa, non so cosa, grazie alla tensione creata ad hoc dai media, da qualche disobbediente (ubbidiente davanti alla potenza dei media), dal ricordo del G8 del 2001;
quattro ore della mia vita in manifestazione con lo striscione del comitato verità e giustizia per Genova, posizionati tra i disobbedienti, i senza bandiere e i centri sociali, lontani dalla Banda degli ottoni, dai PINK da tutti quelli che facevano della manifestazione musica, canti, slogan. Un posto un po’ triste e un po’ teso, scotto pagato per aver preteso un posto in “prima fila” a tutela di tutti i manifestanti e per ribadire la richiesta
di verità e giustizia, per tutti;
due settimane della mia vita fatta di intense trattative, accordi e disaccordi, con i promotori della manifestazione, con i gruppi, movimenti, associazioni, sindacati che hanno aderito, alla ricerca dell’unità, della mediazione, nonostante le differenze, nonostante gli obiettivi in parte convergenti in parte no, alla ricerca dello “spirito di Genova” che nel frattempo si era perso tra aule di tribunali, piazze, parlamento, sedi di partito e sindacati;
sei anni e mezzo della mia vita per cercare di avere verità e giustizia, pur sapendo che non avrò mai né l’una né l’altra.
Tutto questo enorme "sbattimento" solo per dimostrare (a me stessa innanzitutto) di avere ancora il diritto a manifestare, in Italia, nel 2007 senza rischiare di essere uccisi, feriti, torturati, indagati, condannati a decenni di galera

Chiedo ad un avvocato della lista di quantificare, in termini economici, il danno subito da 50/100.000 PERSONE per aver osato manifestare, un sabato qualunque in una qualunque città italiana …
Quello subito da tutti gli altri, quelli che ancora (dopo il G8 di Genova) non hanno la forza di tornare a manifestare. Quello subito dai cittadini genovesi terrorizzati dai media, dall’ignoranza,
rinchiusi in casa o pronti a chiudere bottega.
Quello subito da tutti gli italiani, costretti a vivere con la paura, oggi,
come nel 2001: la paura del manifestante, del diverso, dello straniero, comunitario ed extra-comunitario, oggi i rumeni e gli zingari, ieri gli albanesi, e domani?
Il danno maggiore lo ha subito la democrazia ma non so se sarà possibile quantificarlo e chiedere un risarcimento».

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Pubblicato il 21 Novembre 2007
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